Olmedo, società milanese vuole la miniera
Dalla Regione la conferma ufficiale: c’è una manifestazione di interesse della Futura srl
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SASSARI. Procede a passo di lumaca l’iter per la concessione della miniera di Olmedo. Ieri un nuovo step dei tanti previsti con la conferma ufficiale da parte della Regione che c’è una società interessata a rimettere in produzione l’impianto di estrazione di bauxite. Per la verità già si sapeva che solo un’azienda aveva risposto all’avviso pubblicato nel luglio scorso e quell’azienda è la milanese Futura srl.
La commissione regionale incaricata di valutare la pratica ha però rilevato che la documentazione amministrativa presentata dalla società è incompleta. Ora la Futura srl avrà dieci giorni di tempo per presentare i documenti mancanti, e se non lo farà verrà esclusa dall’iter di valutazione tecnica, indispensabile per l’assegnazione definitiva della concessione mineraria.
La seduta della commissione è stata quindi aggiornata al 29 settembre. Una data che sembra lontanissima ai 28 minatori di Olmedo, protagonisti da giorni di una protesta nei pozzi, a 180 metri sotto terra, per smuovere la palude in cui l’impianto è caduto dopo l’uscita della Elmin, la precedente concessionaria, dalla produzione. Ieri la notizia arrivata dalla Regione non ha rincuorato i lavoratori, che di fatto sono senza occupazione. Alcuni si trovano in mobilità, per altri sta scadendo. E ci sono le famiglie da mantenere. Gli operai non si capacitano del fatto che la procedura di concessione preveda tempi così lunghi mentre la certezza di uno stipendio in tempi brevi continua a sfumare.
Anche i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Ugl Chimici che stanno seguendo la vertenza si sono stancati di aspettare. È dall’aprile del 2015 che i lavoratori sono in bilico e all’orizzonte non si vede la luce.
«Occorre accelerare i tempi e dare garanzie ai lavoratori – dice Simone Testoni, segretario territoriale della Ugl Chimici – La Regione si assuma le sue responsabilità e proceda come ha fatto per i minatori del Sulcis, presi in carico dall’Igea con un provvedimento del primo agosto scorso, che consente loro di avere una retribuzione. Gli uffici regionali stanno giustamente seguendo i tempi burocratici, ma occorre un’accelerazione politica, con scelte che possano consentire ai minatori di Olmedo di attendere con la sicurezza di uno stipendio il riavvio dell’impianto da parte della società che si assicurerà la concessione». «I lavoratori si chiedono quando ciò potrà avvenire perché realisticamente passeranno alcuni mesi prima che nei pozzi si possa tornare a regime – afferma Luca Velluto, segretario provinciale della Femca Cisl –. Certo è che stiamo valutando tutte le strade percorribili, perché l’occupazione della miniera non si ferma, gli operai sono decisi a continuare nella protesta».
Adesso l’appuntamento più vicino con la Regione è quello fissato per il 28 settembre, quando i sindacati saranno a Cagliari per incontrarsi con l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras. La speranza è che la riunione non slitti, considerato che la commissione giudicatrice per quella data non avrà ancora dato un parere.
La commissione regionale incaricata di valutare la pratica ha però rilevato che la documentazione amministrativa presentata dalla società è incompleta. Ora la Futura srl avrà dieci giorni di tempo per presentare i documenti mancanti, e se non lo farà verrà esclusa dall’iter di valutazione tecnica, indispensabile per l’assegnazione definitiva della concessione mineraria.
La seduta della commissione è stata quindi aggiornata al 29 settembre. Una data che sembra lontanissima ai 28 minatori di Olmedo, protagonisti da giorni di una protesta nei pozzi, a 180 metri sotto terra, per smuovere la palude in cui l’impianto è caduto dopo l’uscita della Elmin, la precedente concessionaria, dalla produzione. Ieri la notizia arrivata dalla Regione non ha rincuorato i lavoratori, che di fatto sono senza occupazione. Alcuni si trovano in mobilità, per altri sta scadendo. E ci sono le famiglie da mantenere. Gli operai non si capacitano del fatto che la procedura di concessione preveda tempi così lunghi mentre la certezza di uno stipendio in tempi brevi continua a sfumare.
Anche i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Ugl Chimici che stanno seguendo la vertenza si sono stancati di aspettare. È dall’aprile del 2015 che i lavoratori sono in bilico e all’orizzonte non si vede la luce.
«Occorre accelerare i tempi e dare garanzie ai lavoratori – dice Simone Testoni, segretario territoriale della Ugl Chimici – La Regione si assuma le sue responsabilità e proceda come ha fatto per i minatori del Sulcis, presi in carico dall’Igea con un provvedimento del primo agosto scorso, che consente loro di avere una retribuzione. Gli uffici regionali stanno giustamente seguendo i tempi burocratici, ma occorre un’accelerazione politica, con scelte che possano consentire ai minatori di Olmedo di attendere con la sicurezza di uno stipendio il riavvio dell’impianto da parte della società che si assicurerà la concessione». «I lavoratori si chiedono quando ciò potrà avvenire perché realisticamente passeranno alcuni mesi prima che nei pozzi si possa tornare a regime – afferma Luca Velluto, segretario provinciale della Femca Cisl –. Certo è che stiamo valutando tutte le strade percorribili, perché l’occupazione della miniera non si ferma, gli operai sono decisi a continuare nella protesta».
Adesso l’appuntamento più vicino con la Regione è quello fissato per il 28 settembre, quando i sindacati saranno a Cagliari per incontrarsi con l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras. La speranza è che la riunione non slitti, considerato che la commissione giudicatrice per quella data non avrà ancora dato un parere.
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