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Sanità, il centrosinistra trova il compromesso

Sanità, il centrosinistra trova il compromesso

Pigliaru: scriviamo le ultime correzioni, ma senza allungare i tempi all’infinito Il vertice di maggioranza decide di portare la riforma in aula entro metà ottobre

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CAGLIARI. La prima data non si tocca: martedì 26 settembre la mappa della nuova rete ospedaliera farà il suo ingresso ufficiale nell’aula del Consiglio regionale. Su quello che accadrà da quel momento in poi il vertice di maggioranza ha deciso così: due giorni e non più uno solo per presentare gli emendamenti fino a giovedì 28. Poi il ritorno in commissione sanità per scrivere le ultime correzioni e infine riprendere il dibattito non più tardi dell’inizio della seconda settimana di ottobre. Calendario alla mano e con in mezzo anche la visita a Cagliari del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lunedì 2 ottobre, il centrosinistra sostiene di aver trovato la soluzione per non schiantarsi. Di fatto – come avviene in ogni vertice – è stata trovata la mediazione fra chi aveva fretta di andare in aula, «non possiamo fare brutte figure e farci dettare i tempi dalla piazza», hanno detto i velocisti, Contrapposti a chi invece voleva allungare la pausa di riflessione fino a metà ottobre e avere così più giorni a disposizione per «riaprire il confronto con i territori rimasti scontenti dalla bozza approvata dalla commissione». Alla fine è stata trovata una via di mezzo, con quei sette giorni che faranno da elastico fra l’apertura del dibattito e l’inizio del voto articolo per articolo.

Il compromesso. Chi era presente al vertice, durato tre ore abbondanti, ha detto che all’inizio il clima era «molto teso, con diversi musi lunghi». Non poteva essere diversamente soprattutto dopo l’attacco frontale di 24 ore prima del Partito dei sardi, e l’ingrossarsi del fronte dei dissidenti, da Articolo 1 al Campo progressista. Poi – stando sempre alle indiscrezioni – la svolta ci sarebbe stata quando il presidente Francesco Pigliaru avrebbe detto: «Stringiamo i bulloni della riforma, ascoltiamo i sindaci (oggi è in programma l’incontro in Consiglio), scriviamo le ultime correzioni, quelle necessarie, ma non possiamo allungare i tempi all’infinito». In sostanza, una breve pausa può anche starci senza però arrivare alle due settimane ipotizzate all’inizio da alcuni consiglieri regionali del Pd dopo un vertice interno. Per il presidente della commissione Raimondo Perra del Psi: «Abbiamo recuperato tutto il tempo possibile per scrivere meglio qualche articolo, aggiungere le precisazioni che servono, affinare due o tre aspetti, ma la gerarchia degli ospedali non cambierà rispetto a quella approvata». L’ipotesi delle correzioni volanti, come qualcuno le ha ribattezzate, sono state considerate «una buona apertura al dialogo» anche dal Partito dei sardi, che resta critico senza però mettersi di traverso almeno per ora. Soprattutto perché l’assessore alla sanità Luigi Arru avrebbe ribadito che «se in questi giorni il confronto sarà costruttivo e non catastrofico, riusciremo a fare passare meglio il messaggio che non ci saranno tagli, ma una riorganizzazione più efficiente, meno costosa e soprattutto più vicina ai cittadini». Anche Articolo 1 avrebbe ottenuto quello che chiedeva: la nomina del direttore generale dell’Areus, è l’Azienda per le emergenze-urgenze che prenderà il posto del 118, sarà decisa dalla giunta prima della conclusione del dibattito sulla rete ospedaliera. A questo punto la candidatura di Giorgio Lenzotti sembra essere in vantaggio su quella di Piero Delogu, almeno così pare dalle ultime indiscrezioni.

Gli ultimi scogli. Forse quello più pericoloso è una verifica sul costo della sanità dal 2014 in poi. Ha poco a che fare con la riorganizzazione degli ospedali, ma la maggioranza ha sollecitato «un confronto a tutto campo» e il governatore s’è detto d’accordo. Anche se «il disavanzo è sceso dal 2014 al 2017», ha aggiunto Arru. Le correzioni che invece saranno necessarie rispetto alla bozza licenziata dalla commissione riguardano soprattutto il ruolo dei pronto soccorso negli ospedali delle aree disagiate, la mappa degli ospedali di comunità, sono il primo anello della catena, gli accorpamenti a Cagliari e la distribuzione dei posti letto a Sassari. «Troveremo le soluzioni» ha fatto sapere Gigi Ruggeri del Pd, che sarà uno dei due relatori di maggioranza insieme a Perra. Per quanto riguarda i pronto soccorso, c’è un’anticipazione: saranno aperti 24 su 24 e i reparti di chirurgia avranno alcuni posti letto assegnati, mentre finora il numero era rimasto indefinito. Sugli altri punti in bilico ci sarà un’operazione di cesello, per spiegare gli obiettivi della riforma e provare a non scontentare nessuno. Infine, c’è un’ultima novità uno degli emendamenti dell’ultim’ora riguarderà il Mater di Olbia, che avrà meno posti a disposizione e si occuperà più di oncologia che pediatria. (ua)

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