La Nuova Sardegna

Denuncia Pds: carceri bombe a orologeria

Una mozione sottoscritta da tutta la maggioranza evidenzia sovraffollamento e carenza di agenti

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SASSARI. Bombe a orologeria: così sono considerate le carceri sarde dal gruppo del Partito dei sardi in consiglio regionale che, con Roberto Desini primo firmatario, ha presentato sull’argomento una mozione sottoscritta da tutte le forze di maggioranza. Nel documento il Pds chiede al presidente Pigliaru e alla giunta regionale «a farsi parte attiva presso il Governo e il Parlamento nazionali affinché si facciano seriamente carico dei problemi del sistema penitenziario sardo».

I numeri. Le carceri sarde a oggi ospitano complessivamente circa 2.308 detenuti; la mozione spiega che nell'ultimo anno le persone recluse sono aumentate almeno di 221 unità mentre i posti letto risultano, per vari motivi, diminuiti. Nel dettaglio: a Uta ci sono 620 ristretti per 561 posti letto, a Sassari-Bancali 504 per 454 posti letto, a Lanusei 42 per 33, a Oristano-Massama 273 per 260 e a Tempio 171 detenuti per 167 posti letto.

Alta sicurezza. Il Pds sottolinea oltre al sovraffollamento il fatto che negli istituti di Sassari e Nuoro sono presenti numerosi detenuti in regime di 41 bis e di alta sicurezza; in particolare, nel carcere di Bancali sono presenti ben novanta detenuti sottoposti al 41 bis e venticinque detenuti sottoposti al regime particolare di sorveglianza per i presunti legami con le organizzazioni terroristiche di matrice jihadista, «ciò significa che a Bancali si trova oltre la metà dei detenuti nelle carceri italiane per delitti connessi al terrorismo internazionale, tra i più pericolosi».

Pochi poliziotti. «La pianta organica della polizia penitenziaria in Sardegna prevede circa 1.800 unità, mentre oggi la polizia penitenziaria conta soltanto 1.100 unità. Solo all'istituto di Bancali occorrerebbero almeno altri 150 agenti oltre a quelli attualmente in servizio». Il Pds va avanti: «A Bancali almeno una cinquantina di agenti penitenziari nell'ultimo anno hanno dovuto assentarsi per malattia per motivi variamente imputabili a stress lavoro correlato. Tutto ciò contribuisce a rendere le carceri sarde invivibili, pericolose e inutili dal punto di vista della riabilitazione sociale dei detenuti».

Allarme suicidi. La mozione analizza anche le conseguenze di questa situazione per i detenuti: «In presenza di simili carenze di organico risulta quasi impossibile poter garantire le attività ai detenuti, e perciò la maggior parte dei detenuti trascorre quasi tutto il giorno in cella, con negative e pericolose conseguenze soprattutto in presenza di disturbi psichici e dipendenza da stupefacenti». L’inattività provoca disagio mentale che in molti casi sfocia in tentativi di suicidio.

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