La Nuova Sardegna

I 29 sindaci: «Non è finita, andiamo al Tar»

di Maria Antonietta Cossu
I 29 sindaci: «Non è finita, andiamo al Tar»

Il portavoce del Gasi: «Un atto di forza inaccettabile che non tiene conto delle nostre peculiarità»

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PAULILATINO. I Comuni del Gasi annunciano guerra a oltranza contro l’Ente governo acque Sardegna, che torna a premere per l’ingresso in Abbanoa degli enti locali ancora slegati dal gestore unico del servizio idrico integrato.

Dopo il pronunciamento dell’Egas che costringe i 29 comuni a entrare in Abbanoa scatta la rivolta.

La decisione presuppone l’avvio delle procedure per inglobare tutti in Abbanoa ma gli amministratori riuniti nel Gasi Acqua Bene Comune la giudicano arbitraria la impugneranno davanti al Tribunale amministrativo della Sardegna «Perché – spiegano – si pronunci su questo vergognoso atto di forza imposto da Egas succube di Abbanoa».

Tra le carenze che i 29 enti locali del Gasi avrebbero c’è l’assenza di società in house che si occupino della cura del servizio idrico. «Una contraddizione in termini– contestano le autonomie “dissidenti” – rimarcando l’obbligo di liquidare le partecipate. Quella legale non sarà l’unica azione che metterà in campo il fronte anti-Abbanoa».

«Contemporaneamente – spiega il presidente Domenico Gallus –. Sarà presentata la proposta di un’apposita legge in Consiglio regionale in cui si chiederà di sancire che i sardi possano decidere come gestire la propria acqua, e si chiederà ai singoli consiglieri di palesare il loro pensiero sulla vicenda dando conto di quanto affidato loro con il mandato elettorale».

Infine torna in auge l’idea, temporaneamente decaduta, di promuovere un referendum popolare per l’abolizione dell’azienda idrica. «Che in questi anni ha dimostrato come non si deve gestire un bene comune così importante imponendo prezzi tra i più alti d’Italia, cui non consegue un servizio adeguato, e assumendo spesso atteggiamenti vessatori verso i cittadini-utenti» rincara Gallus. Nell’atto d’indirizzo per il trasferimento ad Abbanoa della gestione del servizio idrico integrato delle 29 gestioni autonome il Comitato d’ambito dell’Egas ha chiuso di fatto anche l’interlocuzione con l’Anci per non aver fornito entro la data prefissata il parere sui requisiti richiesto.

I sindaci del Gasi liquidano la condotta dell’Anci come “complicità omertosa” e avvisano l’Ente di governo delle acque. «Ricorreremo al Tar perché ponga la parola fine a questo abuso, alla discriminazione nei finanziamenti regionali e all’incertezza gestionale che i nostri Comuni subiscono, fino al risarcimento politico ed economico». Una battaglia che sembra non avere fine, neanche dopo la decisione dell’Egas. I Comuni ribelli sono pronti a continuare la loro guerra per continuare a conservare l’autonomia da Abbanoa. Anche se gli appigli giuridici sembrano essere sempre più ridotti.

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