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Rete ospedaliera in aula L’opposizione: no ai tagli

Rete ospedaliera in aula L’opposizione: no ai tagli

La maggioranza di centrosinistra punta a licenziare il testo entro ottobre Il Pds chiede nuovi chiarimenti. In piazza la Rete in difesa della sanità pubblica

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CAGLIARI. Pronti, ai posti di combattimento: si parte. Oggi la riorganizzazione della rete ospedaliera entrerà di prima mattina e ufficialmente nell’aula del Consiglio regionale. La maggioranza di centrosinistra è convinta che riuscirà a licenziarla entro le ultime due settimane di ottobre, perché «è una buona legge, e la qualità delle cure migliorerà nelle grandi città e anche nelle zone interne». Ma l’opposizione di centrodestra ha fatto sapere: «Faremo di tutto, per fermare o ribaltare in aula una riforma sballata e destinata a rendere ancora più inefficiente il sistema sanitario regionale». Il presidente della commissione sanità, Raimondo Perra del Psi, ha lanciato comunque questo appello: «Sarà un dibattito aspro e questo lo sappiamo. L’importante è che il confronto, all’interno della maggioranza e anche con l’opposizione, parta da questo presupposto: l’interesse generale della Sardegna, che ha necessità di poter contare su una rete moderna e con pari dignità per tutti i territori».

Il clima. Nel Pd, il partito di maggioranza relativa, pare buono e lo è soprattutto dopo l’ultima direzione regionale. I Dem si sono ricompattati intorno alla bozza votata dalla commissione sanità e che in ogni caso dovrà essere ancora corretta, «scritta meglio in alcuni passaggi», è la precisazione del Pd, per «accogliere anche gli ultimi suggerimenti arrivati dai sindaci». Sembra essere meno idilliaca l’armonia nella coalizione. I dissidenti ci sono ancora e proprio alla vigilia del dibattito il Partito dei sardi, da sempre fra i più critici, ha sollecitato al presidente della Regione «un confronto bilaterale sulla riforma prima che il Consiglio entri nel dettaglio della nuova rete». Il motivo della richiesta, in sostanza, è questo: ci sarebbero ancora diversi punti da chiarire, nonostante gli ultimi vertici, e «va soprattutto chiarito bene quale sarà il ruolo dell’ospedale Mater Olbia all’interno della riorganizzazione». Anche Articolo 1-Mdp e Campo progressista non hanno ancora ritirato di fatto la protesta sollevata in queste settimane e solo dopo gli emendamenti diranno quale sarà la loro posizione ufficiale sulla riforma. Che alla fine passerà, ma bisognerà vedere con quante correzioni rispetto al testo approvato in commissione.

Le barricate. Da parte dell’opposizione sono state annunciate a più riprese e oggi saranno rilanciate da Edoardo Tocco, Forza Italia, vicepresidente della commissione sanità, che avrà il ruolo di controbattere alle due relazioni di maggioranza, quella del presidente Perra e del consigliere regionale Gigi Ruggeri del Pd. «Faremo di tutto – è scritto in un documento – per far emerge le contraddizioni di una legge che taglia i posti letto, ridimensiona il ruolo di gran parte degli ospedali e finora ha scontentato tutti». Anche i Riformatori, con l’ex consigliere regionale Franco Meloni, sono scesi in campo alla vigilia del dibattito: «Nonostante l’ultima retromarcia, imposta dai sindaci, la riforma avrà effetti devastanti sulla sanità». Oggi a manifestare contro, in via Roma, sarà anche la Rete in difesa degli ospedali pubblici: «E inaccettabile – è scritto in comunicato – che il diritto costituzionale alla sanità sia smantellato e spazzato via con un colpo di spugna».

Il calendario. Oggi dopo le relazioni, la seduta sarà sospesa fino a giovedì per la presentazione degli emendamenti, saranno una valanga. Poi il testo con le ultime correzioni, quelle concordate con i sindaci, ritornerà in commissione per gli aggiustamenti in corsa. Il dibattito sugli articoli della riforma dovrebbe riprendere martedì 3 ottobre e da quel momento dovrebbe cominciare una vera e propria maratona fino al voto finale. (ua)

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