Il voto è in dubbio oggi in Catalogna gli osservatori sardi
BARCELLONA. Mancano appena due giorni al referendum per l’autonomia promosso dalla Catalogna e ancora non è chiaro quello che accadrà domenica, quando i catalani dovrebbero votare. Un’incertezza che...
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BARCELLONA. Mancano appena due giorni al referendum per l’autonomia promosso dalla Catalogna e ancora non è chiaro quello che accadrà domenica, quando i catalani dovrebbero votare. Un’incertezza che interessa anche la folta delegazione di osservatori internazionali in partenza, in queste ore, dalla Sardegna. L’occasione per fare il punto della situazione potrebbe arrivare sabato, quando l’Università di Barcellona ospiterà l’assemblea delle delegazioni internazionali chiamate a vigilare sul voto.
Per il momento dalla Spagna arrivano notizie contrastanti. Il capogruppo del Partido Popular del premier Mariano Rajoy nel congresso dei Deputati, Rafael Hernando, ha giustificato l'invio di migliaia di agenti in Catalogna con i «disordini» registrati a Barcellona. Secondo la stampa catalana non ci sarebbero però stati episodi di violenza. La procura ha comunque ordinato alla polizia di recintare i 1300 collegi elettorali per impedire il voto di domenica. Joaquim Forn, ministro dell’Iterno catalano, ha invitato la popolazione catalana a mantenere la calma e non cadere nella «provocazione» delle autorità spagnole. Forn ha ammesso che probabilmente domenica in diversi seggi non si potrà votare e ha invitato la gente a concentrarsi per protestare contro questa violazione del diritto di voto davanti ai collegi. Invece il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, Josep Lluis Trapero ha espresso riserve sull’ordine ricevuto ieri dalla procura spagnola di recintare i seggi. Trapero ha avvertito che potrebbe provocare «conseguenze non desiderate», e prevedibili rischi «per la sicurezza dei cittadini» e «di alterazioni dell'ordine pubblico». Un segnale di tranquillità arriva invece dalla Borsa di Madrid che sembra scommettere su una ricomposizione tra il Governo spagnolo e la Generalitat di Barcellona sul referendum catalano. Il listino di Madrid (+2%) guida infatti i rialzi europei con in evidenza proprio i due istituti di credito catalani Banco Sabadell (+6,92%) e Caixabank (+4,32%), entrambe con sede in Catalogna. La Conferenza episcopale spagnola ha invece lanciato un appello al dialogo nella crisi catalana, invitando le parti a «evitare decisioni e azioni irreversibili e con conseguenze gravi». In una breve nota letta dal presidente, Ricardo Blazquez, i vescovi affermano che «la vera soluzione passa attraverso il ricorso al dialogo per il bene comune di tutti» nel rispetto dei «principi fondamentali» e della costituzione. (c.z.)
Per il momento dalla Spagna arrivano notizie contrastanti. Il capogruppo del Partido Popular del premier Mariano Rajoy nel congresso dei Deputati, Rafael Hernando, ha giustificato l'invio di migliaia di agenti in Catalogna con i «disordini» registrati a Barcellona. Secondo la stampa catalana non ci sarebbero però stati episodi di violenza. La procura ha comunque ordinato alla polizia di recintare i 1300 collegi elettorali per impedire il voto di domenica. Joaquim Forn, ministro dell’Iterno catalano, ha invitato la popolazione catalana a mantenere la calma e non cadere nella «provocazione» delle autorità spagnole. Forn ha ammesso che probabilmente domenica in diversi seggi non si potrà votare e ha invitato la gente a concentrarsi per protestare contro questa violazione del diritto di voto davanti ai collegi. Invece il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, Josep Lluis Trapero ha espresso riserve sull’ordine ricevuto ieri dalla procura spagnola di recintare i seggi. Trapero ha avvertito che potrebbe provocare «conseguenze non desiderate», e prevedibili rischi «per la sicurezza dei cittadini» e «di alterazioni dell'ordine pubblico». Un segnale di tranquillità arriva invece dalla Borsa di Madrid che sembra scommettere su una ricomposizione tra il Governo spagnolo e la Generalitat di Barcellona sul referendum catalano. Il listino di Madrid (+2%) guida infatti i rialzi europei con in evidenza proprio i due istituti di credito catalani Banco Sabadell (+6,92%) e Caixabank (+4,32%), entrambe con sede in Catalogna. La Conferenza episcopale spagnola ha invece lanciato un appello al dialogo nella crisi catalana, invitando le parti a «evitare decisioni e azioni irreversibili e con conseguenze gravi». In una breve nota letta dal presidente, Ricardo Blazquez, i vescovi affermano che «la vera soluzione passa attraverso il ricorso al dialogo per il bene comune di tutti» nel rispetto dei «principi fondamentali» e della costituzione. (c.z.)
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