Fucilate contro l’auto ferito allevatore di Orune
Nel mirino un 33enne incensurato. Si indaga sul movente ma con pochi indizi
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ORUNE. Un colpo di fucile lo ha raggiunto alla mano destra, mentre guidava la sua Hunday verso casa, di ritorno dalla campagna. Un secondo colpo, invece, si è infranto sull’auto e non lo ha nemmeno sfiorato. Sono stati momenti di paura, quelli di sabato sera, per Giuseppe Massaiu, 33 anni, allevatore di Orune con la passione per i cavalli. Erano da poco passate le 21 di sabato, infatti, quando il giovane si accingeva a percorrere gli ultimi metri di via Leopardi, a pochi passi dal cimitero del paese, che lo conducevano alla sua casa. Sembrava una serata come tante, trascorsa tra campagna e lavoro, e invece, sul finale, ha rischiato di trasformarsi in tragedia.
Proprio mentre stava per fermare la sua auto, infatti, Giuseppe Massaiu è stato raggiunto da una fucilata. Un colpo che ha infranto il vetro dell’abitacolo e che lo ha ferito alla mano destra, forse mentre tentava istintivamente di proteggersi o di porsi al riparo. Giuseppe Massaiu, nonostante la paura e la brutta sorpresa, è riuscito a scendere dalla sua Hiunday e a raggiungere la sua casa, non lontana dal punto dell’agguato. E da lì, non appena è riuscito a riprendersi, ha dato l’allarme e ha chiamato anche il servizio 118. Per soccorrerlo, in via Leopardi, è intervenuto l’equipaggio di un’ambulanza della Croce verde di Orune. Ma sin dall’inizio, per fortuna, le condizioni del giovane non sono apparse gravi, né il giovane è stato giudicato in pericolo di vita: l’unica ferita che Massaiu aveva riportato era quella alla mano destra.
E così, con un tampone sull’arto sanguinante, Giuseppe Massaiu è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro. I medici hanno deciso di ricoverarlo per poterlo sottoporre a una piccola operazione alla mano ed estrarre alcuni frammenti dei pallettoni. Ma sin dai primi istanti, il giovane orunese non è mai stato considerato in pericolo di vita: la stessa ambulanza che lo ha soccorso lo ha classificato, infatti, come un “codice giallo”. Nonostante il buon esito dell’operazione che è servita per ricucirgli la mano destra ferita dai pallettoni, tuttavia, i medici hanno preferito non sciogliere ancora la sua prognosi e lo hanno tenuto sotto osservazione.
Nel frattempo, sul luogo della sparatoria, in via Leopardi, alla periferia di Orune, si sono raccolti i carabinieri della compagnia di Bitti, guidati dal capitano Davide Di Gennaro, insieme ai colleghi del reparto operativo del comando provinciale, giunti in forze da Nuoro per fare i rilievi e cercare di ricostruire nei dettagli l'episodio di sabato notte. La Procura di Nuoro ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di tentato omicidio. Ma sulla dinamica, il luogo esatto, e il movente dell’agguato, tuttavia, esistono tanti aspetti ancora da chiarire. Giuseppe Massaiu ha spiegato di essersi rifugiato in casa e di non sapere chi e perché sabato sera lo abbia voluto colpire. Via Leopardi è una strada della periferia del paese, e non è molto frequentata, tantomeno il sabato notte. Stando ai primi accertamenti fatti dai carabinieri, sembra che nessuno abbia assistito all'agguato. Ma gli investigatori vogliono comunque capire se i fatti siano andati esattamente come sono stati raccontati a caldo. Certo è che il giovane orunese per le cronache è un illustre sconosciuto: ha sempre condotto una vita tranquilla, è stimato e benvoluto in paese, e non ha mai avuto alcun problema con la giustizia. (v.g.)
Proprio mentre stava per fermare la sua auto, infatti, Giuseppe Massaiu è stato raggiunto da una fucilata. Un colpo che ha infranto il vetro dell’abitacolo e che lo ha ferito alla mano destra, forse mentre tentava istintivamente di proteggersi o di porsi al riparo. Giuseppe Massaiu, nonostante la paura e la brutta sorpresa, è riuscito a scendere dalla sua Hiunday e a raggiungere la sua casa, non lontana dal punto dell’agguato. E da lì, non appena è riuscito a riprendersi, ha dato l’allarme e ha chiamato anche il servizio 118. Per soccorrerlo, in via Leopardi, è intervenuto l’equipaggio di un’ambulanza della Croce verde di Orune. Ma sin dall’inizio, per fortuna, le condizioni del giovane non sono apparse gravi, né il giovane è stato giudicato in pericolo di vita: l’unica ferita che Massaiu aveva riportato era quella alla mano destra.
E così, con un tampone sull’arto sanguinante, Giuseppe Massaiu è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro. I medici hanno deciso di ricoverarlo per poterlo sottoporre a una piccola operazione alla mano ed estrarre alcuni frammenti dei pallettoni. Ma sin dai primi istanti, il giovane orunese non è mai stato considerato in pericolo di vita: la stessa ambulanza che lo ha soccorso lo ha classificato, infatti, come un “codice giallo”. Nonostante il buon esito dell’operazione che è servita per ricucirgli la mano destra ferita dai pallettoni, tuttavia, i medici hanno preferito non sciogliere ancora la sua prognosi e lo hanno tenuto sotto osservazione.
Nel frattempo, sul luogo della sparatoria, in via Leopardi, alla periferia di Orune, si sono raccolti i carabinieri della compagnia di Bitti, guidati dal capitano Davide Di Gennaro, insieme ai colleghi del reparto operativo del comando provinciale, giunti in forze da Nuoro per fare i rilievi e cercare di ricostruire nei dettagli l'episodio di sabato notte. La Procura di Nuoro ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di tentato omicidio. Ma sulla dinamica, il luogo esatto, e il movente dell’agguato, tuttavia, esistono tanti aspetti ancora da chiarire. Giuseppe Massaiu ha spiegato di essersi rifugiato in casa e di non sapere chi e perché sabato sera lo abbia voluto colpire. Via Leopardi è una strada della periferia del paese, e non è molto frequentata, tantomeno il sabato notte. Stando ai primi accertamenti fatti dai carabinieri, sembra che nessuno abbia assistito all'agguato. Ma gli investigatori vogliono comunque capire se i fatti siano andati esattamente come sono stati raccontati a caldo. Certo è che il giovane orunese per le cronache è un illustre sconosciuto: ha sempre condotto una vita tranquilla, è stimato e benvoluto in paese, e non ha mai avuto alcun problema con la giustizia. (v.g.)
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