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Anna Maria e Dina, in casa con il nemico

NUORO. Due donne uccise, due storie simili ambientate nel Nuorese e accadute a dieci anni di distanza l’una dall’altra. Il 3 dicembre del 1988 Anna Maria Mele, 42 anni, impiegata di Mamoiada, fu...

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NUORO. Due donne uccise, due storie simili ambientate nel Nuorese e accadute a dieci anni di distanza l’una dall’altra. Il 3 dicembre del 1988 Anna Maria Mele, 42 anni, impiegata di Mamoiada, fu uccisa nella sua casa di Nuoro dal marito Pier Paolo Cardia: un solo colpo di pistola, alla testa. Vanessa, la figlia, aveva solo 6 anni. Affidata agli zii materni, a 18 anni decise di prendere il cognome della madre. Da tempo vive a Liverpool e fa la criminologa. C’è lei, la sua storia dolorosa, dietro la legge per togliere agli uxoricidi la pensione di reversibilità delle vittime, assegnandola ai figli. Vanessa ha combattuto una battaglia durissima, iniziata quando il padre è uscito dal carcere dopo avere scontato nemmeno dieci anni dei 14 e 8 mesi ai quali era stato condannato e ha chiesto e ottenuto la pensione della moglie. Un’offesa, un oltraggio alla memoria della madre, secondo Vanessa.

Risale a 9 anni fa, invece, l’omicidio di Dina Dore, 37 anni, di Gavoi. La sera del 26 marzo 2008 Dina era appena arrivata a casa in auto con la sua bambina, appena 7 mesi. Era nel garage collegato all’appartamento, aveva appena staccato l’ovetto dal sedile quando il killer era entrato in azione. Dina Dore fu trovata alcune ore dopo nel bagagliaio della sua Fiat Punto. L’assassino l’aveva avvolta nel nastro adesivo. La mamma moriva e la sua piccola piangeva. Un delitto atroce, per il quale è stato condannato a 16 anni Pier Paolo Contu, all’epoca diciassettenne. Ma il mandante era il marito di Dina: Francesco Rocca, dentista appartenente a una famiglia molto nota, è stato condannato all’ergastolo, pena confermata in appello. La verità venne fuori nel 2013, grazie anche a una lettera anonima recapitata a Graziella, sorella di Dina. Dalle intercettazioni è emerso che Rocca aveva un’amante e Dina lo sapeva. L’uomo temeva che il divorzio potesse compromettere la sua situazione economica. Per questo aveva deciso di fare uccidere la moglie.

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