La Maddalena, punto nascita la maggioranza si spacca
Bocciato un emendamento del centrodestra, ma la votazione era finita in parità In aula c’è il rischio che la riforma possa naufragare per i malumori dei territori
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CAGLIARI. Sul grosso della riorganizzazione degli ospedali il centrosinistra tiene e lavora anche in fretta. Sono rimasti solo 30 emendamenti, erano oltre 800 una settimana fa, sulle spalle della commissione sanità del Consiglio regionale. È un buon segno, si dirà, quando mancano appena quattro giorni al ritorno in aula, sarà martedì, per votare la bozza. Ma a guardare bene si scopre che sui casi più spinosi la maggioranza in effetti navigherà a vista. Come prevede il regolamento, ha espresso un parere sulle correzioni proposte da questo o quel partito alleato, ma in effetti non sa ancora bene cosa potrebbe accadere martedì al momento del voto decisivo.
Mezzo scivolone. Quali potrebbero essere i rischi il centrosinistra l’ha intuito proprio in commissione. Un emendamento sul futuro dell’ospedale Merlo di La Maddalena – firmato dall’opposizione e in particolare dai Riformatori – non ha ottenuto il via libera , sarebbe stato un colpo a sorpresa, solo perché la votazione è finita in parità. Un passo indietro per capire meglio. Nell’emendamento c’era scritto che oltre alla riapertura del punto nascita, «la struttura diventerà di fatto una succursale (o nodo della Rete, per i tecnici) del Giovanni Paolo II di Olbia e quindi dovrà essere potenziata». Al momento di dichiarare il voto è accaduto questo: con l’astensione di Augusto Cherchi del Partito dei sardi, secondo la ricostruzione fatta da Michele Cossa dei Riformatori, maggioranza e opposizione sono finite in parità – 7 a 7 – e a far pendere la bilancia sul parere contrario è stato solo il no del presidente della commissione Raimondo Perra. Voto che vale doppio proprio quando c’è il pareggio. Dopo aver sfiorato lo scivolone, il centrosinistra ha così deciso di prendersi ancora del tempo sul caso La Maddalena e solo martedì, a poche ore dalla seduta del Consiglio, presenterà l’ultimo emendamento di maggioranza sul punto nascita. S’intuisce che dovrebbe essere ancora più completo di quello annunciato giorni fa dalla commissione e in cui c’è scritto che «la chiusura sarà rinviata fino a quando non entreranno a regime l’elisoccorso e i servizi di trasferimento in sicurezza della paziente e del neonato». Quali potrebbero essere le garanzie in più lo si scoprirà martedì, ma nel frattempo a contestare la bocciatura dell’emendamento è Michele Cossa. «La soluzione tecnica – scrive – di aumentare i reparti dell’ospedale Merlo avrebbe permesso di superare i parametri rigidi decisi dal ministero e tenere aperto anche il punto nascita, ma il centrosinistra non l’ha capito». I Riformatori comunque ripresenteranno l’emendamento in aula semmai tentare il colpaccio, anche se va ricordato che comunque al Merlo ci sarà la riapertura del reparto di pediatria, con due posti letto, come ottenuto da Pierfranco Zanchetta dell’Upc. Lo stesso rischio di scivolone potrebbe però esserci anche per Lanusei e l’accoppiata Alghero-Ozieri. Alcuni consiglieri del centrosinistra non sono soddisfatti del mancato riconoscimento del «primo livello» per i due ospedali e in aula qualche blitz potrebbe esserci.
Prestito. A Roma è cominciata la trattativa della Regione col governo per ottenere il prestito destinato ad azzerare il deficit accumulato dalla sanità. La richiesta della giunta è intorno ai 300-400 milioni per l’annualità in corso. La proposta è stata presentata dal governatore Francesco Pigliaru, con a fianco il direttore generale dell’assessorato alla sanità Giuseppe Sechi, ma la risposta del governo non è stata immediata. Prima di ottenere il lasciapassare, i funzionari romani avrebbero chiesto alla Regione una relazione dettagliata sul piano di rientro in atto e sui «provvedimenti che saranno adottati in futuro per ridurre la spesa». A questo punto anche la promessa dell’approvazione in tempi rapidi della nuova rete ospedaliera potrebbe essere un altro passaggio decisivo per ottenere il prestito.
Mezzo scivolone. Quali potrebbero essere i rischi il centrosinistra l’ha intuito proprio in commissione. Un emendamento sul futuro dell’ospedale Merlo di La Maddalena – firmato dall’opposizione e in particolare dai Riformatori – non ha ottenuto il via libera , sarebbe stato un colpo a sorpresa, solo perché la votazione è finita in parità. Un passo indietro per capire meglio. Nell’emendamento c’era scritto che oltre alla riapertura del punto nascita, «la struttura diventerà di fatto una succursale (o nodo della Rete, per i tecnici) del Giovanni Paolo II di Olbia e quindi dovrà essere potenziata». Al momento di dichiarare il voto è accaduto questo: con l’astensione di Augusto Cherchi del Partito dei sardi, secondo la ricostruzione fatta da Michele Cossa dei Riformatori, maggioranza e opposizione sono finite in parità – 7 a 7 – e a far pendere la bilancia sul parere contrario è stato solo il no del presidente della commissione Raimondo Perra. Voto che vale doppio proprio quando c’è il pareggio. Dopo aver sfiorato lo scivolone, il centrosinistra ha così deciso di prendersi ancora del tempo sul caso La Maddalena e solo martedì, a poche ore dalla seduta del Consiglio, presenterà l’ultimo emendamento di maggioranza sul punto nascita. S’intuisce che dovrebbe essere ancora più completo di quello annunciato giorni fa dalla commissione e in cui c’è scritto che «la chiusura sarà rinviata fino a quando non entreranno a regime l’elisoccorso e i servizi di trasferimento in sicurezza della paziente e del neonato». Quali potrebbero essere le garanzie in più lo si scoprirà martedì, ma nel frattempo a contestare la bocciatura dell’emendamento è Michele Cossa. «La soluzione tecnica – scrive – di aumentare i reparti dell’ospedale Merlo avrebbe permesso di superare i parametri rigidi decisi dal ministero e tenere aperto anche il punto nascita, ma il centrosinistra non l’ha capito». I Riformatori comunque ripresenteranno l’emendamento in aula semmai tentare il colpaccio, anche se va ricordato che comunque al Merlo ci sarà la riapertura del reparto di pediatria, con due posti letto, come ottenuto da Pierfranco Zanchetta dell’Upc. Lo stesso rischio di scivolone potrebbe però esserci anche per Lanusei e l’accoppiata Alghero-Ozieri. Alcuni consiglieri del centrosinistra non sono soddisfatti del mancato riconoscimento del «primo livello» per i due ospedali e in aula qualche blitz potrebbe esserci.
Prestito. A Roma è cominciata la trattativa della Regione col governo per ottenere il prestito destinato ad azzerare il deficit accumulato dalla sanità. La richiesta della giunta è intorno ai 300-400 milioni per l’annualità in corso. La proposta è stata presentata dal governatore Francesco Pigliaru, con a fianco il direttore generale dell’assessorato alla sanità Giuseppe Sechi, ma la risposta del governo non è stata immediata. Prima di ottenere il lasciapassare, i funzionari romani avrebbero chiesto alla Regione una relazione dettagliata sul piano di rientro in atto e sui «provvedimenti che saranno adottati in futuro per ridurre la spesa». A questo punto anche la promessa dell’approvazione in tempi rapidi della nuova rete ospedaliera potrebbe essere un altro passaggio decisivo per ottenere il prestito.
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