Un comitato: devono decidere i cittadini
Acqua non potabile, bollette pazze, razionamenti idrici. Siniscola è furiosa con Abbanoa. Per questo i residenti si sono riuniti in un comitato, “Cittadini in movimento” (nella foto), con l’obiettivo...
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Acqua non potabile, bollette pazze, razionamenti idrici. Siniscola è furiosa con Abbanoa. Per questo i residenti si sono riuniti in un comitato, “Cittadini in movimento” (nella foto), con l’obiettivo di indire un referendum ed uscire dalla gestione di Abbanoa. Il comitato è molto attivo: da giorni la cittadina è tappezzata di volantini che invitano a una mobilitazione popolare contro la società che gestisce il servizio idrico in Sardegna.
«Si tratta di un referendum consultivo e non abrogativo – spiega Adriano Bomboi, attivista di Sa natzione.eu – Sul modello di quello che sì è svolto ad Oristano nel mese di marzo. La legge , infatti, vieta l'abbandono del monopolista pubblico in assenza di precisi requisiti strutturali in merito alla distribuzione idrica, così come stabilisce il testo unico per l’ambiente. Inoltre, il 20 settembre scorso, l'Egas, l’ente che gestisce l’acqua, ha obbligato i 29 comuni sardi che erano fuori da Abbanoa ad entrare nella rete del gestore unico».
«In ogni caso la battaglia contro Abbanoa andrà avanti – assicura Adriano Bomboi – Non si tratta solo di una questione, ma è soprattutto un problema politico»
«Si tratta di un referendum consultivo e non abrogativo – spiega Adriano Bomboi, attivista di Sa natzione.eu – Sul modello di quello che sì è svolto ad Oristano nel mese di marzo. La legge , infatti, vieta l'abbandono del monopolista pubblico in assenza di precisi requisiti strutturali in merito alla distribuzione idrica, così come stabilisce il testo unico per l’ambiente. Inoltre, il 20 settembre scorso, l'Egas, l’ente che gestisce l’acqua, ha obbligato i 29 comuni sardi che erano fuori da Abbanoa ad entrare nella rete del gestore unico».
«In ogni caso la battaglia contro Abbanoa andrà avanti – assicura Adriano Bomboi – Non si tratta solo di una questione, ma è soprattutto un problema politico»
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