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Il centrodestra gode: vadano a casa

Il centrodestra gode: vadano a casa

Cappellacci ironizza: accogliamo il Partito dei sardi tra i banchi dell’opposizione

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CAGLIARI. La confusione innegabile che c’è nel centrosinistra, fra un Pd sempre diviso sulla sanità e il Pds ora scatenato contro Pigliaru, è più dolce del miele per l’opposizione di centrodestra. Se in aula non perde occasione per sottolineare «lo sfilacciamento della maggioranza sugli ospedali», si è presentata compatta anche nel denunciare il caos dell’ultim’ora sulla vertenza accantonamenti. «Sono molto vicini alla canna del gas», ha detto Stefano Tunis di Forza Italia. Poco prima era stato invece l’ex governatore Ugo Cappellacci, anche lui di Fi, a ironizzare: «Diamo il benvenuto al Partito dei sardi fra i banchi dell’opposizione. Si è svegliato con qualche anno di ritardo, ma finalmente anche questi cinque consiglieri hanno capito l’inutilità della giunta Pigliaru». È stata una frase forte a cui, qualche ora dopo, il Pds replicherà così: «Le strumentalizzazioni del centrodestra sono inaccettabili». Ma non sono bastate certo queste parole a fermare l’opposizione nell’azzannare la preda. Il vicecapogruppo di Fi Alessandra Zedda ha paragonato Pigliaru e l’assessore al Raffaele Paci al gatto e alla volpe della celebre canzone di Edoardo Bennato. «Se non fossimo di fronte a una tragedia politica – ha detto – questo testo sarebbe perfetto per quella coppia. Lo ricordo: “Non vedi che è un vero affare, non perdere l’occasione, se no poi te ne pentirai, non capita tutti i giorni di avere due consulenti, due impresari, che si fanno in quattro per te”... Dopo quello che hanno fatto a Roma per gli accantonamenti e addirittura l’hanno fatto all’insaputa della loro maggioranza, Pigliaru e Paci devono andare a casa». Subito dopo Cappellacci ha elencato la cronologia dei disastri che, secondo lui, sarebbero stati commessi dal governatore e dall’assessore: «Hanno ritirato i nostri ricorsi alla Corte costituzionale contro il governo, erano proprio sugli accantonamenti, poi firmato l’accordo patacca col ministro Padoan. Si sono accontentati degli spiccioli e hanno rinunciato ai 3 miliardi e 300 milioni che lo Stato ci nega dal 2012». Con Attilio Dedoni, Riformatori, che è stato pronto nel rilanciare l’accusa: «La Valle d’Aosta dopo aver insistito invece nei ricorsi, ha vinto e le hanno restituito gran parte del maltolto. Mentre purtroppo Pigliaru e Paci non si sono ancora pentiti degli errori, un’infinità, che hanno commesso in questi anni». Poi Gianluigi Rubiu dell’Udc: «Con una maggioranza così sbilanciata dalla sanità all’urbanistica, alle entrate, può accadere davvero di tutto e noi speriamo che accada». Magari, ha sottolineato Angelo Carta del Psd’Az «così, nel 2018, i sardi andranno a votare lo stesso giorno per le elezioni Politiche e il nuovo Consiglio regionale». In aula qualche ora prima erano stati il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, e Paolo Truzzu, Fdi-An, a rincarare la dose, uno dopo l’altro: «Il capolinea di questa legislatura sgangherata è dietro l’angolo». Con Giovanni Satta, Uds, che dirà: «I sardi dovrebbero indignarsi, ribellarsi per i danni provocati dal 2014 a oggi dal centrosinistra». L’ultima battuta è stata del senatore di Forza Italia Emilio Floris: «Qui, in Sardegna, sento sempre più aria di doppie elezioni fra pochi mesi». (ua)

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