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«Penne Montblanc? Le abbiamo restituite»

«Penne Montblanc? Le abbiamo restituite»

Fondi ai gruppi, al processo contro Mario Diana le testimonianze di alcuni ex colleghi di An e del Pdl

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CAGLIARI. Dei libri storici pregiatissimi, pagati coi fondi del gruppo di centrodestra, nessuno sapeva nulla. Mario Diana li aveva acquistati per sé, senza informare gli altri consiglieri regionali, perché - così spiegò al tribunale - la sua funzione di capogruppo era sottopagata rispetto al resto d’Italia: bisognava compensare con qualcosa di concreto. Ieri, davanti al collegio presieduto da Giuseppe Pintori, alcuni ex colleghi di An e del Pdl chiamati a testimoniare nel giudizio immediato per peculato continuato, hanno dovuto ammettere di aver ricevuto e poi restituito le famose penne Montblanc regalate a Natale, ma sull’acquisto dei libri hanno scosso la testa: «Non ne sapevo nulla» ha risposto l’ex assessore all’industria Oscar Cherchi, sentito come teste assistito, sospeso da consigliere regionale dopo la condanna in primo grado nel primo procedimento sui fondi ai gruppi. Stesse parole dalla consigliera Alessandra Zedda, mentre l’ex consigliere e sindaco di Sassari Nanni Campus ha ricordato qualche piccolo regalo - la Montblanc e un pacchetto di formaggi - e la consuetudine diffusa nel gruppo Pdl di affidare acquisti e spese al segretario Alessandro Pusceddu. Chiamati dai difensori Pierluigi Concas e Massimo Delogu, i testimoni hanno ricostruito i rapporti di lavoro instaurati a suo tempo con Diana: Edmondo Mollo curava il bilancio del gruppo senza dettagliare le spese «perché le voci stabilite dalla presidenza nella famosa delibera del 1993 erano troppo generiche», mentre Luca Brunetti e Giuseppe Mereu hanno ricordato le rispettive funzioni di fornitore commerciale e di addetto stampa nelle due legislature (dal 2009 in poi) cui si riferiscono le accuse rivolte dal pm Marco Cocco a Diana. Mereu ha riferito fra l’altro che uno dei suoi compiti era scrivere «emendamenti di natura ostruzionistica» contro le leggi proposte dalla maggioranza di centrosinistra: «Una volta - ha ricordato - ne abbiamo elaborato 800, bastava cambiare qualche parola». Diana ha subito precisato: «Nel corso della legislatura successiva, col centrodestra in maggioranza, abbiamo lavorato solo per migliorare i testi delle leggi».

Il 10 novembre è in programma la requisitoria. Ma prima saranno sentiti gli ultimi testimoni, quelli assenti ieri mattina. Fra questi la giornalista ed ex assessora alla sanità Simona De Francisci, indicata da più testimoni come la persona che scelse e acquistò le penne Montblanc da distribuire fra i membri del gruppo di centrodestra. La sentenza arriverà all’udienza successiva, dopo gli interventi dei difensori. (m.l)

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