La Nuova Sardegna

Una villa a Porto Cervo per i diritti tv dei Mondiali

di Serena Lullia
Una villa a Porto Cervo per i diritti tv dei Mondiali

Vale 7 milioni. L’accusa: un dono all’ex-segretario Valcke dal patron del Psg

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OLBIA. L’utilizzo di una villa da sogno in Costa Smeralda come gentil dono per ottenere i diritti televisivi sui mondiali Fifa dal 2026 al 2030. La pesante accusa formulata dalla polizia svizzera, che ha portato al sequestro di una residenza a Porto Cervo da 7 milioni di euro, coinvolge Jerome Valcke, ex segretario generale della Fifa, che aveva in uso la villa. E Nasser Al-Khelaïfi, patron del Paris Saint-Germain e della catena di emittenti sportive BeIn Media, ma anche presidente del fondo sovrano Qatar investment authority, la cassaforte del ricco stato che contiene anche la Costa Smeralda. Secondo le autorità elvetiche la villa sarebbe «il mezzo corruttivo utilizzato da Nasser Al-Khelaïfi nei confronti dello stesso Valcke per acquisire i diritti televisivi relativi ai campionati mondiali Fifa per gli anni 2026-2030». Il numero uno del Qatar è indagato per corruzione. La villa appartiene invece a una società immobiliare.

Il sequestro. I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza di Sassari hanno messo i sigilli a “Villa bianca”. Il provvedimento nei confronti di una società che opera a livello internazionale nel settore delle compravendite immobiliari è stato emesso dalla Corte di appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari ed è stato eseguito dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Sassari. I sigilli arrivano al termine di una complessa indagine della polizia svizzera.

L’indagine. Le indagini delle autorità elvetiche sono partite nel mese di marzo di quest’anno e si sono estese in Italia dopo una rogatoria. Avrebbero confermato e rafforzato elementi di indagine acquisiti in precedenza su reati di amministrazione infedele aggravata, truffa, falsità in documenti e corruzione privata, fattispecie che costituiscono reato anche nell’ordinamento giuridico italiano.

Le perquisizioni. Non c’è solo il sequestro di “Villa bianca” nella maxi operazione delle Fiamme gialle. Alla presenza del giudice delegato Giovanni Maria Delogu e del rappresentante del ministero pubblico della Confederazione elvetica, i finanzieri hanno eseguito diverse perquisizioni. Hanno ascoltato anche alcune persone, a vario titolo riconducibili alla società proprietaria della villa che era nella disponibilità di Jerome Valcke.

Nel corso dell’operazione sono stati anche acquisiti dei fascicoli, documenti cartacei e materiale informatico relativo all’acquisto di Villa bianca. Tutto il materiale sarà oggetto di successi vi riscontri. Si cerca di quantificare in modo reale il prezzo di vendita della residenza di Porto Cervo, operazione che vede coinvolte otto persone fisiche e cinque persone giuridiche. L’attività in Gallura scaturisce dalla richiesta di rogatoria nell’ambito dell’assistenza giudiziaria seguita dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Cagliari-sezione distaccata di Sassari nella persona di Maria Gabriella Pintus, ed è stata portata avanti anche in presenza della polizia federale elvetica.

Indagine internazionale. Quattro i paesi europei coinvolti. Francia, Grecia, Italia e Spagna. Un ruolo di primo piano è stato giocato da Eurojust, l’unità europea di Cooperazione giudiziaria). Prezioso l’interessamento di questo organo dell’Unione europea. Le autorità nazionali hanno potuto scambiare informazioni e analisi dei dati ed è stata facilitata e velocizzata l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria tramite rogatoria. Operazione necessaria per acquisire le fonti di prova necessarie per procedere al sequestro. Bufera mondiale. Le indagini sull’assegnazione dei diritti televisivi per i Mondiali si inseriscono all’interno dello scandalo che ha travolto la Fifa nel 2016. Al centro delle accuse Jerome Valcke, allora braccio destro del presidente Fifa Joseph Blatter. Tra le accuse a Valcke quella di aver pagato 10milioni di dollari nel 2008 come tangente a Jack Warner, all’epoca presidente della Concaf, per votare in favore del Sudafrica per i mondiali 2010. Nel 2015 anche l’assegnazione dei Mondiali al Qatar nel 2022 era finita al centro delle polemiche, per la presunte tangenti versate dalla Federazione qatariota. Accuse al momento mai dimostrate che hanno confermato il campionati del mondo a Doha tra cinque anni.

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