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ALGHERO/DOMENICO MANCA 

«Il futuro è il superintensivo si deve investire e innovare»

«Il futuro è il superintensivo si deve investire e innovare»

ALGHERO. Domenico Manca, a dispetto dell’età, è innovatore dentro. Il titolare dell’azienda algherese che produce un olio noto come il San Giuliano è soddisfatto delle previsioni sulla raccolta, già...

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ALGHERO. Domenico Manca, a dispetto dell’età, è innovatore dentro. Il titolare dell’azienda algherese che produce un olio noto come il San Giuliano è soddisfatto delle previsioni sulla raccolta, già iniziata. È un esempio di imprenditore agricolo che ha voglia di investire nella tecnica di coltivazione superintensiva, che lui preferisce chiamare “moderna”: «Abbiamo fatto già 70 ettari, ne dobbiamo fare ancora 150. Ci crediamo. Si sfrutta il territorio in pieno. Ci sono correnti di pensiero sull’opportunità di adottare sesti (la distanza tra alberi e tra filari, ndc) così ridotti, mi si chiede cosa farò tra 20 anni quando le piante saranno cresciute: a parte il fatto che esiste la potatura, si farà come in California, si estirpa e si riposiziona altrove per lasciare maggiore spazio». Per Manca «la strada è questa, perché il tradizionale è troppo costoso e ti dà risultati dopo 8-10 anni, inoltre necessita di metodi di raccolta laboriosi, come quello manuale e con l’uso di scuotitrici. Il “moderno” ti da spese all’inizio, ma poi ti dà risultati dopo tre anni. E la raccolta si effettua con la scavallatrice, il macchinario che si usa per le vigne, modificato per l’olivo».Per l’esperienza che ho acquisito, credo di non aver fatto una scelta avventata, che il futuro sia questo. Ho girato parecchio e mi conforta il fatto che in Europa siamo in parecchi, così come in Israele, Nord Africa, Usa. In Puglia siamo già a 2000 ettari di terreno, nell’isola ancora indietro, solo 150 ettari. Io sono per l’innovazione, non per tornare indietro. E anche sugli impianti, che devono essere chiusi ermeticamente per dare un prodotto duraturo e di qualità, abbiamo investito sfruttando gli aiuti europei. Se tutto questo non sarà servito, tagliatemi le mani: vuol dire che per 60 anni non ho capito nulla». Sul settore nell’isola, Domenico Manca ritiene che sia «troppo polverizzato, si producono 100 litri d’olio per la famiglia e il resto non interessa. Invece nel mondo c’è bisogno di olio extravergine, quello più salubre di tutti. Nell’isola importiamo dall’80 al 90 per cento di prodotto. Occorre flessibilità mentale, che ho acquisito girando ovunque da 60 anni. Così riesco anche a esportare, e col prodotto anche l’immagine della Sardegna. (a.palm.)

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