Protesta e Mobilitazione
Carta europea non tutela il sardo
Zedda, Mpd: «Non è garantito il suo insegnamento nelle scuole»
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CAGLIARI. L’Italia fra pochi giorni ratificherà al Senato la Carta Europea delle lingue minoritarie e regionali. Ma lo farà con vent’anni di ritardo e sarà l’ultimo Stato dell’Unione a sottoscriverla. «Meglio tardi che mai», è l’amaro commento di Paolo Zedda, consigliere regionale di Articolo 1-Mpd, però aggiunge «è arrivato anche il momento di una forte mobilitazione per evitare che la legge sia troppo debole». Secondo Zedda «senza alcuni decisi emendamenti il testo licenziato dalla commissione affari costituzionali non garantisce il livello minimo di tutela necessario per la sopravvivenza del sardo». Nel lanciare l’appello ai presidenti del Consiglio e della Giunta, Zedda ribadisce anche che «bisogna far pressione per garantire invece l’insegnamento del sardo nelle scuole e la sua diffusione attraverso i mass media. Sono queste tutele tutte previste per il francese in Val d’Aosta, il tedesco in Alto Adige, lo sloveno in Friuli e il ladino. Il sardo invece è stato escluso nonostante fra le minoritarie sia la lingua più parlata in Italia». Per Zedda, dopo l’ordine del giorno approvato due anni fa in Consiglio a favore della diffusione del sardo, «la Sardegna non può subire quest’ennesimo affronto».
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