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«Gioco di squadra per cancellare i tumori»

«Gioco di squadra per cancellare i tumori»

Parla la testimonial Margherita Granbassi, ex schermitrice e campionessa del mondo di fioretto

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SASSARI. Il suo ricordo della Sardegna è legato a una vacanza di qualche anno fa. Ma anche a un serie di appuntamenti dedicati all’alimentazione dei giovani sportivi. Margherita Granbassi, campionessa di scherma, è il testimonial dell’Airc ma anche un’amante dell’isola dopo il colpo di fulmine scoccato durante un periodo di ferie a La Maddalena: «La Sardegna mi piace moltissimo, anche se non la conosco a fondo. Ci sono stata in vacanza due volte, una volta in campeggio a La Maddalena. Un posto stupendo, era una vacanza semplice ma è stato bellissimo – racconta la campionessa mondiale di fioretto. Poi ci sono state alcune esperienze da relatrice: «Si trattava di iniziative legate all’alimentazione dei giovani in relazione alla pratica sportiva». Adesso è l’ambasciatrice e la testimonial dell’Airc: «Sono la testimonial, è vero, ma sono da sempre una volontaria perché lo era mia madre e fin da bambina sono sempre andata in piazza per dare una mano nei banchetti. E ci vado ancora, quando posso. Ora però faccio parte di una squadra in cui tutti hanno un ruolo da rispettare. E questa squadra funziona benissimo». Per dimostrarlo Margherita Granbassi racconta un aneddoto: «Durante una premiazione al Quirinale ho incontrato una giovane ricercatrice, una sopravvissuta e un volontario. Alla fine ci siamo detti grazie a vicenda perché nell’Airc ognuno ha il suo compito anche se è chiaro che le figure emblematiche sono i ricercatori che lottano in prima linea e che danno speranza ai malati. Per questo motivo le donazioni sono importanti: Airc offre risultati e attraverso i fondi che ha raccolto ha permesso che la ricerca conseguisse risultati contro una malattia che sta flagellando i nostri tempi. Ho tanta fiducia e lo dico anche da sportiva abituata a raggiungere risultati, perché alla fine è questo quello che conta».

L’ultimo pensiero è rivolto a un’altra piaga contemporanea, sicuramente meno grave ma decisamente preoccupante: «Mi dispiace leggere che molte persone hanno perso o stanno perdendo fiducia nei medici e nelle pratiche mediche. Le malattie si possono combatter solo attraverso la ricerca. Chi dice il contrario sbaglia perché senza la medicina e senza la ricerca non ci sarebbe stata alcuna evoluzione nella lotta alle malattie». (c.z.)

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