La Nuova Sardegna

Tajani: giovani e lavoro le direttrici dell’Europa

di Mario Girau
Tajani: giovani e lavoro le direttrici dell’Europa

Il presidente del Parlamento europeo indica la ricetta per l’occupazione Dall’Ue arriveranno 20 miliardi all’anno destinati all’inserimento degli under 25

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CAGLIARI. Punta su giovani e lavoro Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo. Nel suo intervento fa capire quali sono le direttive che l’Europa seguirà per promuovere l’occupazione.

Sono sette le richieste partite dalla 48esima Settimana sociale dei cattolici italiani. Quattro destinate al Governo, tre all’Unione europea. Al premier Gentiloni la chiesa italiana ha chiesto di potenziare la formazione professionale (sperimentazione del sistema duale tra aziende e centri di formazione professionale), sviluppare il livello terziario non accademico attraverso i sistemi Its (Istituti tecnici superiori e scuole per le tecnologia applicate). Sostenere le Piccole e Medie Imprese attraverso i piani individuali di risparmio. Migliorare ulteriormente le regole degli appalti per accelerare il passaggio dalla prassi del massimo ribasso a quella della massima dignità. Avviare un percorso di rimodulazione delle aliquote Iva per premiare le filiere sostenibili e così combattere il dumping, concorrenza sleale in campo sociale e ambientale. Al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, i vescovi hanno affidato tre proposte: armonizzazione fiscale ed eliminazione dei paradisi fiscali interni all’Unione Europea. L’accrescimento degli investimenti infrastrutturali e di quelli produttivi, anche privati, l’adeguamento del loro trattamento nelle discipline di bilancio. L’integrazione nello statuto della Bce del parlamento del valore dell’occupazione accanto a quello dell’inflazione come riferimenti per le scelte di politica economica.

Il richiamo. Il continuo richiamo ai fatti, sollecitato dal Papa, è stato accolto. «Ritorniamo a casa, sentendo la responsabilità di dover dare corpo ad alcune iniziative concrete – ha detto il presidente Cei, cardinale Gualtiero Bassetti – alle quali qui abbiamo dato un nome, ma che ora attendono di essere concretizzate». «Quello del lavoro – ha aggiunto il presidente del Comitato scientifico e organizzatore, il monsignore Filippo Santoro – è un cantiere aperto, nel quale siamo chiamati a spenderci con convinzione».

La risposta. Sul pratico è rimasto anche Antonio Tajani, leader del Parlamento europeo, che auspica un confronto continuo tra industria, formazione e centri di ricerca, affinché i giovani abbiano le competenze effettivamente richieste dal mercato. «Ma servono anche politiche d’incentivo al loro inserimento nel mondo del lavoro», ha precisato il presidente del Parlamento, che porta in Sardegna una primizia economica: il prossimo bilancio Ue dovrebbe investire almeno 20 miliardi l’anno per cofinanziare una detassazione del lavoro dei giovani fino ai 25 anni. Vantaggi fiscali dovrebbero essere previsti anche per gli over 50 che devono reinserirsi nel mercato del lavoro.

La missione. Nessuno deve essere lasciato indietro è stato ripetuto durante la Settimana. Di più: si è voluto guardare ai volti e alle storie di milioni di giovani esclusi dal lavoro, emarginati, impossibilitati a realizzare il loro progetto di vita. La settimana sociale, preparata anche in Sardegna per oltre un anno attraverso un grande scouting tra buone prassi e coraggiose intraprese di cooperative, singoli giovani non rassegnati alla disoccupazione, ha fotografato anche un mondo di piccoli coraggiosi imprenditori isolani. Di questi 22 si sono imposti all’attenzione dei progetti e delle iniziative avviate dalla Conferenza episcopale italiana. Un’altra quindicina ha avuto la sorpresa di essere visitata, venerdì scorso, dai gruppi partecipanti alla Settimana sociale. È il segno che anche in Sardegna non mancano le iniziative coraggiose e lungimiranti di nuovi imprenditori. La Conferenza episcopale sarda in una pubblicazione, sponsorizzata dal Banco di Sardegna, con l’aiuto di tecnici e docenti universitari individua alcuni settori produttivi.

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