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La nuova legge elettorale cambia i collegi della Sardegna

La nuova legge elettorale cambia i collegi della Sardegna

Decisione entro novembre. Alla Camera sei uninominali e tre proporzionali. Al Senato saranno assegnati tre seggi col maggioritario e cinque con le liste

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CAGLIARI. La legge elettorale c’è, è il Rosatellum 2.0 delle mille polemiche, i collegi non ancora. Dopo le otto fiducie al Senato, il governo Gentiloni dovrebbe decidere la mappa entro novembre. Per la Sardegna, che dovrà eleggere otto senatori e 17 deputati, c’è un’ipotesi molto probabile su come sarà divisa la regione fra collegi uninominali, con il sistema maggioritario, cioè quello in cui il candidato più votato vince, e quelli plurinominali in cui i partiti o le coalizioni presenteranno liste bloccate, senza preferenze, con i seggi assegnati in base però ai voti raccolti su base nazionale.

Camera. La Sardegna, stando al modello più probabile, dovrebbe essere divisa in sei collegi uninominali e tre collegi proporzionali. Nel primo caso, la mappa dovrebbe essere questa: Sassari-Alghero-Porto Torres, Olbia-Ozieri, Oristano-Medio Campidano, Nuoro-Ogliastra, Sulcis-Provincia del Sud o ex Provincia di Cagliari e infine Cagliari città metropolitana. Ciascun collegio eleggerà un deputato, quindi sei, e il seggio sarà assegnato al candidato vincitore nelle singole sfide. Gli altri 11, visto che in tutto sono 17, saranno eletti con il sistema proporzionale in tre macro-collegi: Nord (Sassari-Olbia), Centro (Oristano-Nuoro-Ogliastra) e Sud (Cagliari-Sulcis Iglesiente), con i Comuni del Medio Campidano che sarebbero assegnati quasi in parti uguale al Centro e al Sud. Nel maggioritario, sei collegi, i partiti cercheranno di coalizzarsi il più possibile per ridurre al massimo il numero degli avversari. Nel proporzionale, tre collegi, al contrario punteranno a presentare il simbolo per essere forti singolarmente al momento della divisione dei seggi a livello nazionale. Va detto che le liste bloccate varieranno da un minimo di due a massimo quattro candidati. Poi ci sono da mettere nel conto le soglie di sbarramento: 3 per cento per i partiti, 10 nel caso delle coalizioni, soglie che però dovranno essere superate su tutto il territorio nazionale. C’è anche un terzo sbarramento: le liste all’interno delle coalizioni che non supereranno l’uno per cento non parteciperanno alla ripartizione dei seggi col sistema proporzionale e quindi di fatto i loro voti finiranno dispersi

Senato. La Sardegna dovrebbe essere divisa in tre macro collegi uninominali, saranno gli stessi della Camera per il sistema maggioritario, e in un unico collegio regionale plurinominale-proporzionale con la presentazione di liste bloccate. Nel primo caso, quello dei collegi uninominali, saranno eletti tre senatori, uno rispettivamente al Nord, Centro e Sud. Saranno invece cinque quelli scelti nell’unico collegio regionale. Anche per Palazzo Madama i partiti dei due poli storici, escluso quindi il Movimento Cinque Stelle, cercheranno il più possibile di aggregarsi in coalizione nei collegi uninominali, mentre in quello plurinominale o delle liste si presenteranno con i simboli per essere più forti nel momento in cui saranno ripartiti i seggi. Fra una trentina di giorni sarà il governo a decidere quale sarà la mappa ufficiale della Sardegna e degli altri collegi regionali, con la possibile apertura dei seggi nel 2018 fra l’ultima settimana di febbraio e la prima di marzo.

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