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Caria ancora nel mirino degli allevatori

Caria ancora nel mirino degli allevatori

La maggioranza di centrosinistra fa subito quadrato intorno all’assessore. Opposizione tiepida

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CAGLIARI. L’assessore all’agricoltura Pier Luigi Caria al vertice in Consiglio regionale non c’era. Pare sia stato il Movimento pastori a sollecitare che non fosse invitato: «Lo abbiamo visto l’altro giorno in prefettura e ci basta». Ma di lui comunque s’è parlato eccome, con la delegazione arrivata in forze dalle campagne che lo ha attaccato ancora a testa bassa fino a gridare: «Deve dimettersi». Sfuriata però respinta da chi stava dall’altra parte del tavolo. È stato questo duello ad aprire la riunione convocata dal presidente dell’Assemblea Gianfranco Ganau e dai capigruppo di maggioranza e opposizione.

La sfida. «Abbiamo sospeso la protesta dopo l’incontro con il prefetto – ha detto Felice Floris, leader del Movimento e i suoi l’hanno sostenuto – ma non abbiamo cambiato giudizio su Caria e sulla struttura burocratica della assessorato all’agricoltura: hanno fatto un casino. Chiediamo al Consiglio di agire con forza perché faccia rispettare le leggi che ha votato. È assurdo che una norma approvata in tempi rapidissimi rimanga bloccata per errori e pasticci d’ogni tipo». Fino alla cannonata: «Noi ci abbiamo visto anche un bel po’ di malafede in quello che è accaduto nelle ultime settimane».

La reazione 1. Il processo in piazza non è andato giù ai partiti della maggioranza di centrosinistra. Però non è stata solo una difesa d’ufficio. Luigi Lotto, presidente della commissione attività produttive, ha replicato: «Non sono d’accordo. Tutta la Regione, dal Consiglio all’assessorato, si è mossa in tempi rapidissimi, ora si tratta di superare gli ultimi ostacoli». Subito dopo è stato il capogruppo del Pd, è lo stesso partito di Caria e Lotto, a frenare la valanga dei pastori: «Chiedere le dimissioni dell’assessore non ha senso. Lui e tutta la sua struttura, in questi giorni, hanno lavorato con serietà per far arrivare subito i soldi alle aziende. Adesso occorre portare a casa il risultato per cui abbiamo lavorato insieme in questi mesi. Evitiamo lo scontro, noi e voi, a questo punto, vogliamo e dobbiamo abbattere gli ultimi ostacoli burocratici».

La reazione 2. Il centrodestra è stato di sicuro più tiepido, ma non ha dato fuoco alle polveri. Non sollecitiamo le dimissioni di Caria ma le responsabilità dell’assessorato sono sotto gli occhi di tutti: la situazione delle campagne è gravissima. Non possono esserci altri intoppi e per questo chiediamo che sia la presidenza della giunta a prendere in mano la situazione», ha detto il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, a nome della minoranza.

Guardare oltre. Gli altri partiti di una bancata o dell’altra – dal Pds all’Udc, dall’Upc ai Riformatori, da Articolo 1-Mdp al Psd’Az – hanno puntato tutti il dito contro «il mostro della burocrazia». Fino alla chiusura del presidente Ganau: «Credo che, in questi giorni, ci sia stato un difetto di comunicazione fra l’assessorato e i pastori probabilmente dovuto alla complessità delle procedure. Ma oggi dobbiamo avere tutti un solo traguardo: a metà novembre i contributi dovranno essere pagati. Ci riusciremo». (ua)

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