Coldiretti: «Bene gli aiuti ma se arrivano in fretta»
di Antonello Palmas
Il presidente Cualbu: «Affrontiamo una delle peggiori annate da 30 anni» E chiede di sveltire le pratiche dell’ovicaprino per soccorrere gli altri settori
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SASSARI. Per dirla con Felice Floris, leader del Movimento pastori sardi, è cominciata una “tregua armata” nei confronti della Regione, che ha spinto alla decisione di sospendere la prevista manifestazione a Cagliari in attesa di vendere risultati concreti. Una sorta di ultimatum: entro il 10 novembre devono essere avviati i pagamenti. Battista Cualbu presidente di Coldiretti, non vuole entrare nel merito delle decisioni di Mps. Conferma che la rabbia degli allevatori ha ragione di esistere: «Effettivamente stiamo registrando una delle peggiori annate degli ultimi 30 anni tra il crollo dei prezzi e una siccità senza fine (siamo ormai a novembre e non c’è in tutta la Sardegna una zona in cui sia nato un erbaio), quindi una situazione veramente drammatica, con i prezzi dei foraggi schizzati alle stelle. Bisogna trovare tutti i modi possibili per far arrivare in fretta questi 45 milioni di euro ai pastori».
Ma se la situazione ha esasperato gli animi, c’è chi, moroso nei versamenti, decide di non fare domanda di accesso agli aiuti ritenendo che se ne impossesserebbe l’Inps. Cualbu ritiene che non bisogna commettere errori: «Abbiamo spiegato che le domande non vengono rigettate, ma si va incontro a una compensazione. Ci sembra di capire che il problema riguarderebbe più che altro chi ha dei dipendenti Inps. Viene inviato un avviso, nel caso si registrino contributi non pagati. D’altronde per tutte le misure (benessere animale, difesa del suolo e altri premi comunitari) viene sempre preventivamente verificata la situazione contributiva Inps e viene eventualmente effettuata la compensazione. Per questo abbiamo chiesto agli allevatori di non rifiutarsi di presentare le domande. Ma se fosse possibile trovare una soluzione sarebbe un gran risultato».
Inoltre per quanto riguarda il 2017, «dato che c’è stata la declaratoria di calamità naturale del ministro Martina, come prevede la 102 chiediamo che la Regione si attivi immediatamente per la moratoria di due rate trimestrali su quattro dei contributi Inps, è quello che stanno facendo altre 10 regioni dove ci sono state calamità», dice Cualbu.
L’assessorato all’agricoltura si sente ingiustamente attaccato nonostante la marea di soldi recuperata: «45 milioni, 13 euro a capo, sono importantissimi in un momento di difficoltà come questo – commenta Cualbu –, ma l’importante è che ora la burocrazia non rallenti tutto e i soldi arrivino effettivamente agli allevatori. Un’altra contestazione riguardava l’obbligo di consegnare le fatture di vendita del latte per accedere ai fondi. Ribadisco l’importanza di avere i dati di produzione: ogni anno non si riesce a fare una programmazione seria del settore proprio per il fatto che non esistono numeri certi. Alla Regione si è presentata un’occasione unica per rimediare, chiedendo di fornire i giustificativi dei litri prodotti in questi due anni, cosa che mi appresto a fare io stesso senza alcun problema. Solo in base a ciò si potranno programmare le scelte del settore, evitando tra l’altro gli sbalzi di mercati», alla base di tanti problemi e che hanno contribuito a scatenare la crisi dei prezzi.
Altri settori non stanno molto meglio dell’ovicaprino ma hanno meno voce: ad esempio quelli dei bovini e delle colture. «Come da impegni presi da Pigliaru, Ganau, i capigruppo e assessori – spiega Cualbu – abbiamo chiesto che ci si adoperi immediatamente sulla nuova finanziaria per reperire anche ulteriori 20 milioni per gli altri comparti dell’agricoltura, che soffrono anch’essi per le difficoltà enormi di questo momento. È stato già specificato che non ne usufruirà chi accede già agli aiuti dell’ovicaprino. Per questo auspichiamo che prendano il via le pratiche di pagamento dell’ovicaprino e poi si snelliscano le varie misure del Psr per far arrivare liquidità sul pregresso del 2016».
Ma il presidente di Coldiretti Sardegna guarda già avanti: «Va benissimo la misura per tamponare l’emergenza, ma credo sia importantissimo ragionare già sulla prossima campagna. Stanno cominciano a partorire le pecore ed è in atto una epidemia di lingua blu che provocherà necessariamente un calo nella produzione di latte: gli animali tra virus e siccità, sono meno preparati di altre stagioni a produrre e sarebbe fondamentale cominciare a confrontarsi con chi il late lo compra su un prezzo che dovrebbe andare necessariamente in alto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma se la situazione ha esasperato gli animi, c’è chi, moroso nei versamenti, decide di non fare domanda di accesso agli aiuti ritenendo che se ne impossesserebbe l’Inps. Cualbu ritiene che non bisogna commettere errori: «Abbiamo spiegato che le domande non vengono rigettate, ma si va incontro a una compensazione. Ci sembra di capire che il problema riguarderebbe più che altro chi ha dei dipendenti Inps. Viene inviato un avviso, nel caso si registrino contributi non pagati. D’altronde per tutte le misure (benessere animale, difesa del suolo e altri premi comunitari) viene sempre preventivamente verificata la situazione contributiva Inps e viene eventualmente effettuata la compensazione. Per questo abbiamo chiesto agli allevatori di non rifiutarsi di presentare le domande. Ma se fosse possibile trovare una soluzione sarebbe un gran risultato».
Inoltre per quanto riguarda il 2017, «dato che c’è stata la declaratoria di calamità naturale del ministro Martina, come prevede la 102 chiediamo che la Regione si attivi immediatamente per la moratoria di due rate trimestrali su quattro dei contributi Inps, è quello che stanno facendo altre 10 regioni dove ci sono state calamità», dice Cualbu.
L’assessorato all’agricoltura si sente ingiustamente attaccato nonostante la marea di soldi recuperata: «45 milioni, 13 euro a capo, sono importantissimi in un momento di difficoltà come questo – commenta Cualbu –, ma l’importante è che ora la burocrazia non rallenti tutto e i soldi arrivino effettivamente agli allevatori. Un’altra contestazione riguardava l’obbligo di consegnare le fatture di vendita del latte per accedere ai fondi. Ribadisco l’importanza di avere i dati di produzione: ogni anno non si riesce a fare una programmazione seria del settore proprio per il fatto che non esistono numeri certi. Alla Regione si è presentata un’occasione unica per rimediare, chiedendo di fornire i giustificativi dei litri prodotti in questi due anni, cosa che mi appresto a fare io stesso senza alcun problema. Solo in base a ciò si potranno programmare le scelte del settore, evitando tra l’altro gli sbalzi di mercati», alla base di tanti problemi e che hanno contribuito a scatenare la crisi dei prezzi.
Altri settori non stanno molto meglio dell’ovicaprino ma hanno meno voce: ad esempio quelli dei bovini e delle colture. «Come da impegni presi da Pigliaru, Ganau, i capigruppo e assessori – spiega Cualbu – abbiamo chiesto che ci si adoperi immediatamente sulla nuova finanziaria per reperire anche ulteriori 20 milioni per gli altri comparti dell’agricoltura, che soffrono anch’essi per le difficoltà enormi di questo momento. È stato già specificato che non ne usufruirà chi accede già agli aiuti dell’ovicaprino. Per questo auspichiamo che prendano il via le pratiche di pagamento dell’ovicaprino e poi si snelliscano le varie misure del Psr per far arrivare liquidità sul pregresso del 2016».
Ma il presidente di Coldiretti Sardegna guarda già avanti: «Va benissimo la misura per tamponare l’emergenza, ma credo sia importantissimo ragionare già sulla prossima campagna. Stanno cominciano a partorire le pecore ed è in atto una epidemia di lingua blu che provocherà necessariamente un calo nella produzione di latte: gli animali tra virus e siccità, sono meno preparati di altre stagioni a produrre e sarebbe fondamentale cominciare a confrontarsi con chi il late lo compra su un prezzo che dovrebbe andare necessariamente in alto».
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