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Il referendum spacca Campo progressista

Il referendum spacca Campo progressista

Insularità: il senatore Uras firma con entusiasmo, il deputato Capelli lo boccia: è una perdita di tempo

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CAGLIARI. Il referendum sull’insularità in Costituzione spacca a metà Campo progressista. Se il senatore Luciano Uras ha firmato con entusiasmo, Roberto Capelli, deputato, l’ha bollato come «una perdita di tempo e denaro».

In una mail Uras ha scritto: «Tutte le iniziative che vanno nella direzione di riconoscere e indennizzare l’insularità sono da salutare come un passaggio importante per rimuovere le resistenze che impediscono, ancor oggi, di risolvere la Questione sarda». Dopo aver ricordato che quest’anno il Parlamento ha approvato la mozione con cui «lo Stato deve sostenere la richiesta della Sardegna perché in Europa le sia riconosciuto lo status di regione insulare», Uras ribadisce: «Il referendum sarà l’occasione per far esprimere i sardi sugli innegabili svantaggi che condizionano la nostra vita quotidiana e far partire una nuova stagione di partecipazione del popolo sardo». Per chiudere con l’immancabile stoccata inferta alla giunta Pigliaru: «Esca da quell’isolazionismo che, in questi anni, l’ha portata a non avere rapporti costanti sul piano istituzionale con chi rappresenta, oltre le differenze di partito, i sardi in Sardegna, nel Parlamento nazionale e in quello europeo». L’adesione del senatore Uras è stata salutata dal comitato promotore del referendum come «una gran bella notizia, perché dimostra ancora una volta che questa è una battaglia di tutti i sardi». Però a non credere nello stesso referendum è l’altro uomo forte di Campo progressista. Il deputato Roberto Capelli ha dichiarato all’Agenzia Dire: «Rischiamo solo una perdita di tempo e denaro. La via da percorrere per il riconoscimento dell’insularità è invece quella di dare sostanza e forza alla Mozione Sardegna approvata dal Parlamento, ma sempre snobbata dalla Regione». Per il deputato «la questione insularità continua a essere fondamentale e l’hanno capito tutti, ma non la giunta Pigliaru, che non è andata oltre la fima del Patto per la Sardegna e dell’accordo con Corsica-Baleari. Ma sono due atti che non hanno prodotto effetti concreti. Basta allora tavoli, patti e protocolli, noi dobbiamo ritornare a essere responsabili del nostro futuro».

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