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Ticket, boom di esenzioni indagano le Fiamme gialle

Ticket, boom di esenzioni indagano le Fiamme gialle

Settanta sardi su 100 non pagano il contributo su radiografie, esami e visite Accordo tra la Regione e la Guardia di finanza per verificare se ci sono abusi 

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CAGLIARI. Senza scatenare nessuna caccia alle streghe, 70 sardi su 100 non pagano il ticket su radiografie, Tac, ecografie e visite specialistiche. Il motivo? C’è chi è esentato, perché soffre di malattie croniche: dall’asma al diabete, dall’artrite all’Alzheimer, però è una percentuale minima e comunque ogni patologia va dimostrata con certificati medici e cartelle cliniche. Al netto di questa fascia giustamente protetta, si scopre altro: gran parte dell’oltre milione di sardi non paga il ticket perché ha un reddito troppo basso, vive sotto la soglia di povertà, oppure «è in condizioni sociali svantaggiate». Sono tutti motivi sacrosanti, ci mancherebbe, ma con un particolare che lascia qualche dubbio: basta un’autocertificazione per ottenere il salvacondotto. È giusto anche questo approccio,«la salute è un diritto costituzionale che mai può essere negato», ma purtroppo non mancano i furbetti, o peggio gli sciacalli, che chiedono l’esenzione e la ottengono con carte più o meno false. Così, senza – e va ripetuto – scatenare nessuna caccia sconsiderata – la Regione ha firmato un protocollo con il comando regionale della Guardia di finanza, per verificare che non ci siano abusi. «Se vogliamo ridurre la spesa sanitaria – ha detto l’assessore Luigi Arru – dobbiamo essere anche sicuri che qualcuno non approfitti di un sistema fra i più avanzati in Europa nella tutela delle categorie svantaggiate». C’è dell’altro, nel protocollo firmato tra l’assessore e il generale Bruno Bartoloni: da oggi in poi aumenteranno i controlli preventivi sugli appalti legati alla sanità. «Seppure se rispetto ad altre regioni – ha detto l’ufficiale – la Sardegna non è esposta ai rischi della criminalità organizzata, è innegabile che la sanità sia uno dei terreni dove la corruzione può insinuarsi attirata dagli importi sempre alti dei contratti». Anche in questo caso non c’è un vero e proprio allarme, ma è sempre meglio prevenire e «soprattutto avere a disposizione gli strumenti per anticipare e contrastare sul nascere questi fenomeni», hanno ribadito, uno dopo l’altro, Arru e Bartoloni. Nel protocollo c’è scritto che fra Regione e Guardia di finanza ci sarà da oggi in poi un continuo scambio di informazioni. L’elenco del passaparola è lungo: dalle informazioni su possibili e presunte irregolarità e frodi all’«immediata comunicazione sull’esito dei controlli effettuati dopo le segnalazioni ricevute ad esempio sui bandi pubblici». È, in estrema sintesi, una «rete di sicurezza» per evitare che la spesa pubblica finisca, in un modo o nell’altro, in quelle zone grigie che potrebbero sfociare subito dopo in un reato penale. Anche se va scritto: ci sarà sempre una differenza fra chi semmai, con qualche bugia sul reddito, strappa un ticket in meno e quanti invece fanno la cresta su una fornitura, peggio ancora se sono dipendenti pubblici. Il tavolo di coordinamento fra Regione e Guardia di finanza – durerà tre anni e l’accordo potrà essere rinnovato – era necessario, è stato detto poco prima della firma, e poi ribadito poco dopo. L’assessore Arru ha detto: «Abbiamo cominciato un percorso che ha questo obiettivo: un uso sempre più corretto delle risorse pubbliche, per garantire i diritti sociali e sanitari ai cittadini, e quindi dobbiamo e vogliamo prevenire qualunque abuso». Il generale Bartoloni: «Sarà proprio il continuo scambio di informazioni, in quelle che possiamo definire le aree critiche, a permetterci di prevenire scorciatoie e devianze rispetto alle regole». Fino a elencare quali saranno i compiti di questa nuova missione. Verificare i requisiti per ottenere le esenzioni dai ticket, anche quelli previsti nei permessi per assistere i portatori di handicap e, in ultimo, se chi lo richiede ha o meno il dritto di ottenere il Reddito di cittadinanza o Reis. Ma soprattutto: controllare che negli appalti pubblici, nella sanità sono centinaia, tutto sia trasparente e non ci siano assalti alla diligenza. (ua)

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