Il lutto nel paese in cerca di un perché
di Maria Antonietta Cossu
Gli amici attoniti: «È dura pensare che non li vedremo più, erano due persone perbene»
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FORDONGIANUS. Agli occhi dell’estraneo che arriva in paese il giorno dopo il delitto che ha spezzato l’esistenza di due uomini, la vita sembra scorrere tranquilla e ordinata. Nulla, dall’esterno, lascerebbe intuire il dramma che si è consumato. Nulla, fino a che non ci s’imbatte negli sguardi attoniti della gente, fino a quando non sono i cuori delle persone a parlare. E allora appare chiaro che qualcosa di terribile è successo. Un lutto inaspettato, scaturito da una forma di violenza sconosciuta da queste parti che ha destato incredulità, turbamento e commozione. La comunità non si capacita ancora che qualcuno abbia potuto armare una mano contro due dei suoi figli. «La violenza non fa parte della nostra cultura, le stesse modalità in cui si è manifestata non appartengono lontanamente né alla collettività né al nostro ambiente agropastorale che non ha mai dato segnali di questa natura», ha affermato Antonella Arru, socia della cooperativa storicamente deputata alla gestione dei siti culturali dell’antica Forum Traiani. Lo sconcerto è il sentimento che accomuna tutti, conoscenti delle vittime e non. «È straziante, è straziante – continuava a ripetere Enrico Ghisu, amico di Michelino –. È dura pensare che un attimo prima hai bevuto un caffè con loro e che non li vedrai mai più». Chi si aspettava di ritrovare l’oasi tranquilla che aveva lasciato anni addietro ha subito un doppio trauma. «Per tanto tempo sono stato emigrato a Bassano del Grappa e sono rientrato l’ anno scorso – ha raccontato Silvestro Pintore, operaio in mobilità –. Mai mi sarei aspettato una cosa del genere, è un duro colpo». I compaesani descrivono Michelino e Pierpaolo come due persone pacifiche e dedite al lavoro. I caratteri erano agli antipodi: estroverso e socievole il più giovane dei fratelli, più chiuso e riservato il maggiore. Chi ha preferito rimanere anonimo ha attribuito a Pierpaolo qualche atteggiamento sopra le righe; nulla però che facesse pensare di essere finito mirino di qualcuno. «Il paese è estraneo a fatti sanguinosi, c’è grande disorientamento, non capiamo il motivo per cui sia successo», rifletteva Pinuccio Meloni, vigile urbano in servizio nel borgo termale da oltre vent’anni. «Siamo scioccati – sono state le prime parole di Antonietta Pili, ex vicina di casa –. È una famiglia tranquilla, inoltre il nostro non è mai stato un ambiente violento, è qualcosa di inimmaginabile».
Dello stesso tenore le considerazioni di Antonello Manca, titolare di un bar del centro: «In paese puoi lasciare la porta aperta, ma per entrare ti chiedono comunque permesso. Per noi è uno choc». «Non ci spieghiamo questa violenza – ha dichiarato Piero Maccioni, capitano della compagnia barracellare dove prestava servizio Michelino Piras –. Erano entrambi lavoratori instancabili, sapevano fare il loro mestiere e avevano un’azienda modello. Siamo rimasti ammutoliti davanti a questa tragedia, mai si erano verificati fatti così gravi».
Dello stesso tenore le considerazioni di Antonello Manca, titolare di un bar del centro: «In paese puoi lasciare la porta aperta, ma per entrare ti chiedono comunque permesso. Per noi è uno choc». «Non ci spieghiamo questa violenza – ha dichiarato Piero Maccioni, capitano della compagnia barracellare dove prestava servizio Michelino Piras –. Erano entrambi lavoratori instancabili, sapevano fare il loro mestiere e avevano un’azienda modello. Siamo rimasti ammutoliti davanti a questa tragedia, mai si erano verificati fatti così gravi».
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