lettera a pigliaru
«La Maddalena, no al punto nascita»
L’associazione ginecologi critica la scelta di riaprire il reparto
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Operatori sanitari contro l'apertura del punto nascita dell'ospedale alla Maddalena. «È impensabile che si arrivi a una richiesta di deroga per un punto nascita con un volume così ridotto di parti», scrive la presidente di Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani), Elsa Viora, in una lettera indirizzata al governatore Francesco Pigliaru e agli assessori, al presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. «La stessa ministra Beatrice Lorenzin ha dichiarato nella vostra regione che sotto i cento parti non va nemmeno presentata la domanda», spiega. Non solo. «Essendosi già verificati in passato casi di near miss con donne praticamente morte per insufficiente trattamento e salvate solo da tardivi trasferimenti e trattamenti a Olbia, potete immaginare in quale sconforto ha gettato gli operatori sanitari questo passaggio politico». La presidente di Aogoi ripercorre la storia del punto nascita: «Aperto nel 1970, è sempre stato gestito da due o tre ginecologi che assistevano anche parte delle gravide americane che risiedevano nella base. Nel 2007, con la dismissione della base Usa i numeri sono diventati sempre più esigui e la chirurgia è stata chiusa, anche se il punto nascita è rimasto aperto. Nel 2016 il punto nascita è stato chiuso temporaneamente per motivi di sicurezza. Successivamente, a causa della non rispondenza al decreto ministeriale, la direzione ha deciso di non riaprirlo». Ora, conclude Viora, «quando l'operazione sicurezza sembrava essere giunta in porto, ecco che il Consiglio approva un emendamento che lascia persino lo spiraglio per il parto anche in caso di gravidanze a basso rischio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google