La Nuova Sardegna

Sarda bloccata in Vietnam: Pigliaru attiva la Farnesina

di Claudio Zoccheddu
Sarda bloccata in Vietnam: Pigliaru attiva la Farnesina

Il presidente della Regione sollecita notizie e interventi  La donna è detenuta in un centro dell’ufficio immigrazione

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SASSARI. La Regione ha interpellato la Farnesina per ottenere informazioni ufficiali sul caso di Gemiliana Assorgia, la 44enne sarda bloccata in Vietnam da ottobre e al centro di un caso intricato. Il presidente Francesco Pigliaru ha fatto pressione sul ministero degli Esteri perché venga chiarita la vicenda che riguarda la donna, scomparsa per un paio di giorni anche dal mondo virtuale che frequentava con puntuali collegamenti “live” sui social network. Un campanello d’allarme preoccupante spento ieri dalla protagonista che è ritornata online per aggiornare la sua storia.

La vicenda. Il caso di Gemiliana Assorgia inizia 13 mesi fa, quando dalla Cambogia arriva in Vietnam per risolvere alcune questioni. Un’intenzione vanificata da un’aggressione che le era costata alcuni giorni di ricovero e che è alla base dell’intera vicenda che, sempre ieri, è stata chiarita dalla stessa protagonista: «Mi sono recata al consolato generale d'Italia per richiedere informazioni per l’apertura di una scuola di taglio e cucito in Cambogia, a scopo benefico. Ne ho approfittato per fare il rinnovo del passaporto, che scadeva a dicembre 2016. Sono stata aggredita la notte prima del ritiro del passaporto, fissato per il 6 Ottobre, dai proprietari di un bar in centro noto e popolato da turisti». Il nodo della vicenda è legato, secondo quanto racconta la donna, all’impossibilità e alle pressioni a cui le autorità dell’ambasciata l’avrebbero sottoposta per fare in modo che evitasse di presentare una denuncia a carico delle stesse autorità che, secondo Gemiliana Assorgia, non le avrebbero fornito la necessaria assistenza e sarebbero colpevoli di altri reati che lei sarebbe pronta a rendere pubblici. A complicare ulteriormente una storia già difficile, c’è lo status di apòlide a cui la donna si appella quando si tratta di comunicare con la polizia vietnamita e con i diplomatici italiani che seguono la sua storia.

Gli ultimi sviluppi. Dopo aver trascorso 16 giorni nell’aeroporto internazionale di Noi Bai in Hanoi, e non a Ho Chi Minh City come avevano riferito i suoi amici, Gemiliana è stata trasferita “con la forza in un centro di detenzione dell'ufficio immigrazione per cittadini in attesa di chiarimenti con i Paesi di provenienza”. Un luogo che descrive come “ai limiti della sopportazione umana” e dove è stata raggiunta più volte negli ultimi giorni da altri funzionari dell’ambasciata con cui, però, non sarebbe riuscita a comunicare perché “compromessi e interessati all’intera vicenda”. La donna ha anche detto di stare bene, per il momento, e di essere determinata a continuare la sua battaglia per risolvere quello che descrive come un complotto internazionale ai suoi danni.

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