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In Regione sono 12mila L’assessore Spanu: ora bisogna cambiare

In Regione sono 12mila L’assessore Spanu: ora bisogna cambiare

Il titolare degli Affari generali annuncia bandi e rotazioni «I numeri sono buoni, lavoro per migliorare la macchina»

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SASSARI. Sono più di 12mila i dipendenti pubblici che fanno capo alla Regione. Un numero in linea con quello delle altre regioni. In Sicilia, per esempio, sono 42mila, ma l’isola conta una popolazione tre volte superiore, e anche di più, a quella della Sardegna. Per l’esattezza a libro paga della Regione sono 12.689 lavoratori. Il personale amministrativo è formato da 2.535 dipendenti, suddivisi in 4 categorie a seconda delle mansioni svolte: il 44 per cento sono funzionari, il 29 istruttori, il 19 collaboratori e il 7 operatori. Tra i dipendenti della Regione, però, a fare la parte del leone sono i lavoratori di Forestas, che nel 2016 ha preso il posto del soppresso Ente foreste della Sardegna: attualmente a prestare servizio per l’agenzia sono 6.085 lavoratori. A questo elenco poi bisogna aggiungere i 1.303 dipendenti del corpo forestale e i 322 dell’Aspal, l’agenzia regionale per il lavoro. La lista si chiude con il personale degli enti e delle agenzie regionali (2.364) e gli 80 dirigenti.

L’assessore. «Abbiamo a disposizione una buona dotazione di personale – dichiara l’assessore al Personale, Filippo Spanu –. Tra le più alte del Paese in termini pro capite. Il problema è l’organizzazione interna, perché queste figure professionali che si sono nel tempo accumulate non sempre fanno riferimento a profili e competenze che sono attualmente necessarie». L’età media dei dipendenti regionali è superiore ai 50 anni. «Alcuni profili sono arrivati da molto tempo e si sono inseriti a livelli dove oggi è richiesta una competenza maggiore – aggiunge Spanu –. È vero che nel frattempo molti si sono formati, ma oggi l’operazione necessaria non è capire se il comparto Regione comprende molte o poche persone. Al contrario esiste un problema di riqualificazione di chi sta all’interno della macchina regionale».

Il piano Spanu. Ed è questa la missione dell’assessore agli Affari generali, subentrato qualche mese fa a Gianmario Demuro. «È necessario un piano di rafforzamento amministrativo che passa attraverso diverse misure – spiega Spanu –. Innanzitutto, serve una rotazione del personale, in modo da mettere le persone a imparare cose nuove. D’altronde, la riqualificazione è prevista anche dal contratto. C’è la necessità di fare concorsi interni per valorizzare le esperienza maturate».

Funzionari apicali. Negli indirizzi di giunta è stata individuata anche una fascia per funzionari apicali. «Da noi i funzionari non hanno altra prospettiva se non diventare dirigenti. Sono convinto che una simile scelta migliorerà la macchina amministrativa».

Concorso per dirigenti. Ma soprattutto dopo 7 anni la Regione ha bandito un nuovo concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 20 dirigenti. «La Regione ha perso un numero notevole di dipendenti – dice ancora l’assessore –. Negli ultimi due anni circa il 13 per cento. Di qui la necessità di fare nuovi inserimenti, un reclutamento che deve partire dai fabbisogni specifici. Ecco perché abbiamo puntato su un bando che faccia emergere le nuove caratteristiche delle figure apicali che devono avere non solo competenze in materia amministrativa, ma anche capacità di leadership. Abbiamo bisogno, in un quadro profondamente mutato rispetto al passato, di dirigenti con capacità umane e professionali, che sappiano guidare gruppi di persone e assumere decisioni. L’alternativa sarebbe stata un concorso unico, con l’obbligo di seguire la graduatoria a prescindere dai profili richiesti».

Specificità. Spanu, dunque, rivendica la strada intrapresa. «Ogni volta che si fa una variazione si mette una paura, ma il cambiamento è assolutamente necessario. È il momento di fare scelte coerenti con gli obiettivi. Con questa riqualificazione la nostra macchina amministrativa potrebbe avere bisogno di numeri minori, ma quello che oggi mi preme è che il personale possa esprimere le proprie competenze in un contesto organizzativo che sappia dare indirizzi precisi, chiedere risultati e mettere in condizione di lavorare al meglio. Il tutto a beneficio dei cittadini, perché, non dimentichiamolo mai, noi dobbiamo dare servizi alla comunità». (al.pi.)

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