La Nuova Sardegna

Consulta: Pigliaru fermi la legge urbanistica

Consulta: Pigliaru fermi la legge urbanistica

Il primo incontro degli ambientalisti si chiude con un appello al governatore per ridiscutere il testo

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La Consulta ambiente e territorio si struttura. Il primo incontro in questi giorni a Oristano, per trovare un metodo di lavoro condiviso e analizzare la situazione dell’isola. «Primo obiettivo – dice Alessio Satta, coordinatore e portavoce della Consulta – è consolidare il ruolo della Consulta come piattaforma collaborativa tra Wwf, Italia Nostra, Gruppo d’Intervento Giuridico, FederParchi e gli esperti che hanno aderito al coordinamento tecnico. La Consulta si pone, nel panorama associazionistico preesistente, come strumento nuovo in grado di ampliare ancora di più e in modo più efficace l’azione delle associazioni ambientaliste. L’organismo vuole essere il moltiplicatore di contributi tesi a definire un modello di sviluppo alternativo per la Sardegna, basato sulla riduzione dell’uso delle risorse naturali e sulla tutela dell’ecosistema e del paesaggio».

Nel primo incontro si è parlato di uno dei temi caldi: la legge urbanistica proposta dalla giunta. Un testo al centro della polemica e della contestazione proprio da parte della Consulta. «Come più volte ribadito in questi mesi – riporta il documento –, la Consulta ha sottolineato i numerosi aspetti del ddl che sono incompatibili con le attese di buon governo del territorio, e contrastano il Piano paesaggistico regionale che appartiene a tutti i sardi».

La Consulta lancia un messaggio direttamente al governatore Francesco Pigliaru: «Chiediamo la sospensione dell'esame del disegno di legge, attualmente fermo nella commissione del consiglio regionale. Secondo noi il testo deve ritornare in giunta e si deve avviare una nuova fase di confronto che includa le comunità locali della Sardegna e tutti i soggetti che si occupano di turismo e non condividono la possibilità di ulteriori trasformazioni della fascia costiera, evitando di compromettere una delle principali risorse dell’isola».

«Anche gli abitanti delle zone interne della Sardegna hanno il diritto di esprimersi sul futuro delle zone costiere e di chiedere a chi amministra di mettere tutte le forze in campo per occuparsi di una popolazione che cala anno dopo anno e dei comuni delle aree interne dell'isola che rischiano di scomparire nel giro di pochi decenni», spiega Laura Cadeddu, geologa ambientale e componente del coordinamento tecnico della Consulta. I lavori della Consulta si sono conclusi ribadendo l’importanza per la Sardegna di dotarsi di una legge di governo del territorio che sia conforme alle previsioni del Ppr. E chiede che le norme del piano paesaggistico siano estese alle zone interne. «Questa deve essere un’azione prioritaria della giunta regionale, come del resto previsto dal programma elettorale della coalizione guidata dal presidente Pigliaru».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative