La Nuova Sardegna

Più controlli contro gli abusivi

di Gianni Olandi
Più controlli contro gli abusivi

I pescatori plaudono alle nuove regole. «Ma sarà difficile farle rispettare»

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ALGHERO. Da stamane è possibile pescare il riccio di mare e tale attività potrà proseguire fino al 15 di aprile prossimo. L'assessorato regionale hainfatti disposto che da oggi possa cominciare la caccia anche con forti limitazioni, per quanto riguarda la quantità, rispetto allo scorso anno . Ma sarà diffcile che oggi si possano riempire ceste di ricci visto che la natura ha già imposto un primo fermo biologico: maestrale e un grecale particolarmente freddo terranno a casa pescatori, sub e perfino gli abusivi.

Situazione meteo marina che sembra destinata a continuare quasi per tutto il resto della settimana in corso.

Da queste parti la pesca del riccio sta creando qualche momento di confronto piuttosto acceso. Si stanno ponendo infatti problemi di territorialità per le altre marinerie, quella cagliaritana in particolare, che relativamente ai titolari di licenza di pesca ministeriale possono andare a pescare anche in altri compartimento marittimi. Magari in quelli meno sfruttati per un numero minore di pescatori professionisti autorizzati.

Ed è il caso delle acque a nord ovest della Sardegna.

«I nostri pescatori – dice il presidente della Associazione piccola pesca Banchina Millelire, Giovanni Delrio – concordano con la scelta adottata dalla Regione di ridurre i quantitativi di prelievo. Come concordano con una giornata alla settimana di fermo, nel caso il lunedì. Ma c'è forte il timore – aggiunge il pescatore – che cresca il fenomeno dell’abusivismo, dei fai da te, visto che la domanda del prodotto è sempre molto forte e, in questa situazione decisamente particolare, mentre l'offerta si è ridotta».

In prospettiva c'è quindi il timore che possa aumentare la pesca selvaggia fuori da ogni regola a discapito della produzione ma spesso anche della tracciabilità del prodotto.

E mentre il bogamarì soffre problemi di produzione, la stessa specie cresce in maniera vistosa nelle acque della riserva marina di Capo Caccia – Isola Piana dove la pesca del riccio, quando è autorizzata, è concessa soltanto a pescatori sub ma in apnea. Va anche segnalato che l'aumento dei ricci nella riserva sta registrando una vera e propria aggressione al loro cibo preferito: le praterie di posidonia.

Quello della pesca con le bombole viene infatti indicato come la ragione vera dell'impoverimento della popolazione dei ricci visto che la caccia con gli autorespiratori consente di raggiungere quantitativi di fatti impediti agli altri. Ma si sostiene anche che questo tipo di pesca riesce a fare piazza pulita dei ricci fin dai fondali più bassi, determinando di conseguenza anche lo spopolamento di altre specie e sovvertendo in sostanza l'equilibrio di vasti tratti di costa.

Va ricordato che questa sorta di carestia dello spinoso frutto di mare potrebbe determinare un aumento del prezzo e ridurre in qualche modo anche quelle opportunità di tipo promozionale rappresentate dallo svolgimento di manifestazioni o sagre che hanno per protagonisti il bogamari.



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