Doppia preferenza il voto segreto di nuovo in agguato
di Gianna Zazzara
In Consiglio nasce un gruppo contro la parità di genere Dalle associazioni appello ai partiti: stop a questa porcheria
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CAGLIARI. Il nuovo agguato alla doppia preferenza di genere è pronto e potrebbe essere ancora una volta micidiale. Martedì pomeriggio dovrebbe scattare, sempre col voto segreto, nell’aula del Consiglio regionale. È sconcertante, ma non ci sono più dubbi. A prepararlo a tavolino – anche se loro di sicuro saranno i primi a smentirlo – sono stati quattro consiglieri regionali: Mariano Contu, Forza Italia, Gennaro Fuoco, Uds, Marcello Orrù, Psd’Az, e Paolo Truzzu, Fdi-An, in stretto ordine alfabetico. Hanno costituito un nuovo gruppo consiliare e senza sprecarsi molto nella fantasia su come battezzarlo, si chiamerà semplicemente «Sardegna», permetterà a chi hanno scelto come presidente, è Orrù, di chiedere il voto segreto proprio sulla parità di genere donna-uomo nel voto delle Regionali del 2019. Era questo il rischio da scongiurare e tutti i partiti s’erano impegnati, fino a giurarlo, che «non si sarebbe ripetuta la figuraccia del 2013. Questa volta il voto sarà palese e favorevole». Anche se poi fra di loro sono saltati fuori un bel po’ di cavilli sul «50 e 50 per cento» fra candidate e candidati nelle liste nei collegi. Così un percorso che sarebbe dovuto essere netto, s’è arenato ed è stato messo in pericolo. Proprio in quest’incertezza, dimostrata dall’aula martedì scorso, si sono infilati i quattro consiglieri regionali. Ora il gruppo Sardegna avrà sul tavolo una pistola carica, la richiesta del voto segreto, e potrebbe premere il grilletto, dando così la possibilità ai colleghi maschi dubbiosi, ci sono eccome, di votare contro la leggina. Non alla luce del sole – sarebbe politicamente scorretto e imbarazzante – ma da dietro un muretto a secco avuto in regalo. In regalo proprio da chi, come lo sono i quattro dell’Apocalisse, sostiene da sempre di essere contro la doppia preferenza. Fuoco e Truzzu, seppure con interventi diversamente raffinati, l’hanno detto martedì o in aula. Mentre per Orrù lo si è capito dal posto occupato quando è stato il turno del relatore di minoranza: guarda caso Fuoco e lui, il sardista, era seduto (seconda casualità) alla destra del consigliere al microfono e non certo per mancanza di spazio. La sorpresa è Mariano Contu e lo è soprattutto dopo che Forza Italia ha ripetuto più volte in questi giorni: «Noi voteremo tutti a favore». Non sarà così: una prima defezione s’è materializzata. Tra l’altro pare che, all’inizio della settimana, i quattro dell’Apocalisse avessero già pensato all’agguato, con Orrù, allora vicecapogruppo del Psd’Az, pronto a sollecitare il voto segreto, approfittando dell’assenza del presidente titolare, Angelo Carta, però poi rientrato di corsa proprio per evitare il colpo basso. La notizia del possibile agguato ha messo in allarme le associazioni, che hanno lanciato un appello «questa nuova porcheria va fermata», e gli altri partiti: dal Pd a Fi, da Mdp a Cp, al Pds. Ormai tutti obbligati a uscire in fretta dal labirinto dei cavilli in cui si sono cacciati. È l’ultima possibilità che hanno, per non passare alla storia come i complici di un ennesimo delitto. (ua)
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