La Nuova Sardegna

L’isola riscopre le campagne dalla terra la ricetta anticrisi

di Antonio Meloni
L’isola riscopre le campagne dalla terra la ricetta anticrisi

A Sassari la tavola rotonda di Coldiretti per la Giornata del Ringraziamento Dopo il crollo del modello industriale la ripresa è legata al rilancio del settore

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SASSARI. Che l’industria pesante fosse al capolinea si era capito da tempo. Non erano chiare, invece, le ricadute negative che quel modello di sviluppo si è portato dietro. Un’eredità scomoda che condizionerà per molto tempo l’economia e la capacità di crescita del nostro paese. La Sardegna svolterà davvero solo quando l’agricoltura tornerà a essere la voce più importante del bilancio regionale e, insieme al turismo, porterà i sardi fuori dal guado di questa crisi che dopo anni di disastro accenna forse a mollare la presa. La sintesi del messaggio, lanciato venerdì sera dai relatori della tavola rotonda promossa da Coldiretti nella sala Angioy della Provincia, è che l’Isola può avere un ruolo chiave in un futuro prossimo in cui il ritorno alla terra sarà non solo auspicabile, ma necessario.

Il nodo del ragionamento parte da una riflessione del segretario della Cei (Conferenza episcopale italiana), Nunzio Galantino, con il quale i vertici di Coldiretti hanno voluto aprire la Giornata del Ringraziamento. Alla crescita indiscriminata dell’industria è seguito l’appiattimento del sistema agricolo con effetti deleteri sull’economia, sull’ambiente e sull’uomo. Ma il cibo non è una merce qualsiasi, da qui l’esigenza di un approccio anche etico alla produzione di alimenti che vede nella pratica agricola una grande possibilità di riscatto. L’arcivescovo Gian Franco Saba parla di nuovo umanesimo agrario e rimarca la necessità di rendere appetibile il lavoro agricolo con interventi concreti di natura culturale e politica. Ma non è solo una questione etica e morale, c’è in gioco la possibilità di sfamare il pianeta se è vero, come ha dimostrato Giuseppe Pulina (Università di Sassari) che da qui al 2050 sarà sempre più difficile garantire il cibo alla popolazione mondiale.

Ripartire dal territorio, allora, non è solo una scelta obbligata, ma anche un’attività economicamente conveniente con grandi prospettive. «Ciò che bisogna fare – spiega Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti – è sostenere le imprese, perché se su un euro di investimento in tasca al produttore tornano solo 14 centesimi c’è qualcosa che non va». La Sardegna vanta produzioni d’eccellenza seconde a nessuno, queste potrebbero entrare nel ciclo produttivo, basta cominciare con poco: «Ci siamo sempre chiesti – prosegue Cualbu – perché nelle mense di scuole e università, ospedali e comunità il prodotto locale sia scarsamente utilizzato, la filiera corta offre grandi prospettive di crescita con ricadute positive sull’economia, sull’ambiente e sull’uomo».

Il direttore generale del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese, è sintonizzato sulla stessa frequenza: «Manifestazioni come Autunno in Barbagia hanno dimostrato che il concetto di filiera è fondamentale; anche in Sardegna, in barba ai luoghi comuni, è possibile aggregarsi e fare sistema se mestieri e processi antichi vengono rivisti alla luce dell’innovazione e dell’investimento». L’apertura delle filiali verdi, sportelli dedicati all’agroindustria, è solo uno dei progetti con cui l’istituto di viale Umberto sta rispondendo al rinnovato interesse nei confronti dell’agricoltura. Tenendo conto del fatto che con il prodotto si vende anche un territorio, con le sue peculiarità culturali e tradizionali: «Senza scordare – conclude Cuccurese – che per qualità si intende anche quella del servizio, un valore aggiunto straordinario che fa la differenza».

Le indicazioni di Antonello Arru, a cui sono state affidate le conclusioni del dibattito, vanno nella stessa direzione. Anche il presidente del Banco ritiene che si debba ripartire dal territorio, puntando però su segmenti di mercato che non siano facilmente delocalizzabili, in modo che gli effetti ricadano sull’economia locale. Il convegno, introdotto dal direttore regionale di Coldiretti, Luca Saba, e coordinato dal giornalista Pasquale Porcu, è stato arricchito dalla proiezione del videomessaggio con cui Papa Francesco ha aperto, nei giorni scorsi, la Settimana sociale dei cattolici italiani.

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