La moglie di Walter Piludu: «La politica ascolti Francesco»

SASSARI. La svolta del Papa arriva prima di quella del Parlamento italiano. Ma l’apertura di Francesco sul fine vita potrebbe imprimere un’accelerata sull’approvazione della legge sul testamento...

SASSARI. La svolta del Papa arriva prima di quella del Parlamento italiano. Ma l’apertura di Francesco sul fine vita potrebbe imprimere un’accelerata sull’approvazione della legge sul testamento biologico. Perlomeno questo è quanto auspica chi da anni si batte per garantire un fine vita dignitoso ai malati terminali. Come Marinella Maucioni, la moglie di Walter Piludu, l’ex presidente comunista della Provincia di Cagliari, malato di Sla dal 2011 e morto un anno fa dopo avere lottato per potersi congedare dalla vita in modo civile, tra le mura di casa e circondato dalla famiglia. «Le parole del Papa sono molto importanti – dice –, ma non so se la politica ne terrà conto. Francesco si è espresso sul fine vita per quanto riguarda le persone che si trovano in una situazione di accanimento terapeutico, sottolineando che non si tratta di eutanasia, tra l’altro riprendendo cose già dette da Pio XII. Ma non credo il suo sia un messaggio per il Senato, per la politica italiana. Lui parla di pietà cristiana nei confronti dei malati terminali. Un discorso che viene apprezzato anche da chi non è credente». Marinella Maucioni, però, è convinta che le parole del Francesco possano fare breccia tra i politici. «Nel nostro Paese la voce del Papa ha sempre avuto un’eco molto forte, ma purtroppo, come è successo altre volte tra i nostri rappresentanti, c’è il rischio che certe persone si mostrino più papiste del Papa». La legge sul fine vita è già stata votata alla Camera, ma per essere approvata deve superare lo scoglio del Senato, dove la maggioranza è risicata, ma potrebbero arrivare in soccorso i voti della sinistra e del Movimento 5 stelle. «Io sono razionalmente pessimista per questa legislatura ma con il cuore sono ottimista – dice ancora Marinella Maucioni Piludu –. Non è facile, ma c’è qualche possibilità che il Senato dia il via libera. Basta che chi non è d’accordo lasci l’aula permettendo di ridurre la maggioranza richiesta. Più che un no sarebbe un ni. È successo anche altre volte. Oppure che il governo metta la fiducia. Certamente è impensabile che si possano votare gli oltre 3mila emendamenti. La legge deve rimanere quella votata dalla Camera, che è una buona legge».

«Spero in un sussulto di dignità dei senatori – aggiunge il giornalista Giancarlo Ghirra, presidente della associazione intitolata a Piludu –. I voti ci sono, mi auguro che Pd e Mdp dicano sì insieme al Movimento 5 stelle che si è detto favorevole e pongano fine a questo balletto, a questo dramma». Anche per Ghirra le parole del Papa possono essere di supporto alla politica italiana. «Paradossalmente Francesco ha risposto dopo tre anni a Walter – dice Ghirra –. Allora lui chiese con una lettera a tutti i leader politici e anche al Papa di potere morire con dignità. E le parole di Francesco sono una risposta alla sua richiesta. Ora tocca alla politica fare il suo dovere». Il presidente della associazione Piludu promuove la legge uscita dalla Camera che finalmente disciplina l’articolo 32 della Costituzione, ovvero il rifiuto dei trattamenti sanitari. «Se questa legge fosse stata già in vigore sia Walter che Giovanni Nuvoli avrebbero ottenuto quello che chiedevano, e cioè di poter morire a casa loro – conclude Ghirra –. Spero proprio il Senato la approvi così com’è passata alla Camera. Dopo avere rischiato di scomparire con la riforma della Costituzione bocciata dal referendum, per il Senato sarebbe l’occasione di dimostrare che la sua esistenza ha un senso».(al.pi.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
WsStaticBoxes WsStaticBoxes