Federica: «Mano deturpata per colpa sua»
La testimonianza di una donna di Tertenia che si rivolse a lei per curare una forma di psoriasi
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TERTENIA. Racconto dopo racconto le singolari pratiche mediche della dottoressa Alba Veronica Puddu vengono a galla mostrando scenari inquietanti.
Tra gli ex pazienti del medico estetico c’è anche una donna di Tertenia Federica Deiana che, dopo un trattamento alla mano per una forma di psoriasi dovette scappare a gambe levate all’ospedale di Nuoro. La donna cinque anni fa si rivolse al medico per curare l’affezione cutanea ma il risultato si rivelò catastrofico. «Mi propose un trattamento da effettuare in cinque sedute ma io non feci in tempo a sottopormi alla prima iniezione che dovetti scappare per il dolore».
La mano le si gonfiò all’inverosimile e una volta arrivata al San Francesco dovette sentire anche la ramanzina dei medici. «Mi chiesero cosa mi fosse saltato in testa. E mi spiegarono che prima di fare qualsiasi terapia avrei dovuto effettuare test allergici» racconta. Morale della favola: la donna si ritrovò con la mano destra deturpata. E la rabbia a mille. «Quando mi recai dalla dottoressa per lamentarmi di quello che mi aveva procurato mi disse che avrei dovuto concludere la terapia» ricorda Deiana. La donna di certo non è rimasta sorpresa quando l’inviato del “Le iene” ha catapultato la vicenda sulla ribalta nazionale. «In molti sapevano» conclude. Questa testimonianza si aggiunge a quella di Vittorio Gessa, pensionato di 64 anni che si rivolse alla Puddu per curare una vasculite al piede sinistro.
L’uomo convinto dalle rassicurazioni del medico decise di abbandonare le cure tradizionali che seguiva in un centro specializzato di Cagliari. Pagò un lauto onorario e si sottopose a cinque, sei sedute. Senza nessun giovamento perché dopo pochi mesi dovette farsi amputare la gamba sinistra. La malattia non curata aveva incancrenito l’arto. E se la casalinga ha deciso di lasciar perdere, il pensionato sembra intenzionato ad avviare una richiesta di risarcimenti nei confronti della dottoressa, supportato dal suo medico di famiglia che ha conservato tutte le carte in grado di provare l’accaduto. Casi ancora più drammatici sono stati raccontati nel corso della trasmissione che potrebbe integrare il materiale acquisito dagli investigatori che vogliono vederci chiaro su quanto accadeva in quell’ambulatorio del paese . E che, a quanto pare, era noto ai più. Sarà, eventualmente, un’inchiesta ad appurare se ci siano delle responsabilità penali nel comportamento della dottoressa Puddu anche se ci si chiede come mai questa storia sia potuta andare avanti così a lungo. (g.f.)
Tra gli ex pazienti del medico estetico c’è anche una donna di Tertenia Federica Deiana che, dopo un trattamento alla mano per una forma di psoriasi dovette scappare a gambe levate all’ospedale di Nuoro. La donna cinque anni fa si rivolse al medico per curare l’affezione cutanea ma il risultato si rivelò catastrofico. «Mi propose un trattamento da effettuare in cinque sedute ma io non feci in tempo a sottopormi alla prima iniezione che dovetti scappare per il dolore».
La mano le si gonfiò all’inverosimile e una volta arrivata al San Francesco dovette sentire anche la ramanzina dei medici. «Mi chiesero cosa mi fosse saltato in testa. E mi spiegarono che prima di fare qualsiasi terapia avrei dovuto effettuare test allergici» racconta. Morale della favola: la donna si ritrovò con la mano destra deturpata. E la rabbia a mille. «Quando mi recai dalla dottoressa per lamentarmi di quello che mi aveva procurato mi disse che avrei dovuto concludere la terapia» ricorda Deiana. La donna di certo non è rimasta sorpresa quando l’inviato del “Le iene” ha catapultato la vicenda sulla ribalta nazionale. «In molti sapevano» conclude. Questa testimonianza si aggiunge a quella di Vittorio Gessa, pensionato di 64 anni che si rivolse alla Puddu per curare una vasculite al piede sinistro.
L’uomo convinto dalle rassicurazioni del medico decise di abbandonare le cure tradizionali che seguiva in un centro specializzato di Cagliari. Pagò un lauto onorario e si sottopose a cinque, sei sedute. Senza nessun giovamento perché dopo pochi mesi dovette farsi amputare la gamba sinistra. La malattia non curata aveva incancrenito l’arto. E se la casalinga ha deciso di lasciar perdere, il pensionato sembra intenzionato ad avviare una richiesta di risarcimenti nei confronti della dottoressa, supportato dal suo medico di famiglia che ha conservato tutte le carte in grado di provare l’accaduto. Casi ancora più drammatici sono stati raccontati nel corso della trasmissione che potrebbe integrare il materiale acquisito dagli investigatori che vogliono vederci chiaro su quanto accadeva in quell’ambulatorio del paese . E che, a quanto pare, era noto ai più. Sarà, eventualmente, un’inchiesta ad appurare se ci siano delle responsabilità penali nel comportamento della dottoressa Puddu anche se ci si chiede come mai questa storia sia potuta andare avanti così a lungo. (g.f.)
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