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Finanziaria, c’è l’ok della commissione

Finanziaria, c’è l’ok della commissione

Mediazione di Pigliaru per superare i dubbi dei 4 di Mdp che chiedono più risorse su povertà e lavoro

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CAGLIARI . Il primo ostacolo l’ha superato senza passare dal via nonostante anche un incidente di percorso. La Finanziaria 2018 è stata approvata dalla commissione bilancio del Consiglio, ma senza il peso degli emendamenti – 350 in tutto – che sono stati congelati. Saranno esaminati solo fra una decina di giorni e poco prima che la Manovra entri in aula. Per fare più in fretta rispetto all’anno scorso stavolta è stato saltato un passaggio: il “setaccio” delle correzioni alla bozza da 7,7 miliardi presentata dalla giunta. In passato, la cosiddetta ripulitura degli emendamenti avveniva sempre in due fasi: in commissione ancor prima del voto e poi di nuovo al momento dell’inizio del dibattito in aula. Ma quest’anno il centrosinistra è intenzionato a battere tutti i record: vuole approvare la Finanziaria alla vigilia di Natale. Dovrebbe riuscirci anche se il gruppo di Articolo 1-Mdp sembra essere sempre più insofferente. Dopo le critiche del consigliere regionale Luca Pizzuto sulle scarse risorse destinate al reddito d’inclusione sociale, ieri, in apertura della seduta della commissione, il capogruppo Daniele Cocco è uscito dall’aula. La riunione – era presente anche l’assessore al bilancio Raffaele Paci – è stata interrotta: non c’era più il numero legale. Il motivo della protesta? Ancora una volta, secondo la ricostruzione di Mdp, i finanziamenti non sufficienti per far fronte alla povertà e alla richiesta di lavoro. Per poi uscire allo scoperto con un comunicato, firmato anche dagli altri due consiglieri Eugenio Lai e Paolo Zedda: «Senza le risposte che chiediamo, non possiamo votare a favore di questa Finanziaria. Per noi, tra l’altro, è inaccettabile anche la gestione di tutto il percorso da parte dell’assessore Paci: ha troppa fretta». A quel punto, in Consiglio, c’è stato un faccia a faccia immediato tra Mdp, il governatore Francesco Pigliaru e il presidente della commissione Franco Sabatini, Pd, in cui l’atteso chiarimento (sarà stato anche sull’entità dei finanziamenti?) sarebbe avvenuto. Poco dopo Cocco è rientrato in commissione e la Finanziaria è passata. Nel pomeriggio Pigliaru però ha sentito la necessità di ribadire la sua fiducia nei confronti di Paci. «È totale – ha scritto in un comunicato – per i contenuti della Finanziaria e il metodo condiviso con cui vanno avanti i lavori». Prima i contenuti: «La giunta ha confermato i 30 milioni per il reddito di cittadinanza, mentre sono 70 quelli per interventi diretti destinati alla crescita dell’occupazione». Poi sul metodo: «Dall’inizio la coalizione ha condiviso l’obiettivo di approvare la Finanziaria entro dicembre, ma per questo non si è sottratta al confronto e ai suggerimenti arrivati da più parti» Ed entrare infine ancora più nello specifico: «Oltre ai 40 milioni liberi da impegni di spesa e già nella disponibilità del Consiglio, abbiamo confermato (è probabile nel vertice con Mdp) che ci impegneremo a trovarne un’altra decina la cui destinazione sarà discussa tutti insieme». Basterà questa presa di posizione a calmare gli animi? Chissà. Di certo ha provocato la reazione di Forza Italia: «Invece di difenderlo, Pigliaru dovrebbe obbligare Paci a recuperare i milioni che s’è fatto scippare dallo Stato».

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