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I mobili Ikea reinventati in una versione tutta sarda

I mobili Ikea reinventati in una versione tutta sarda

Gli studenti dello Ied hanno reinterpretato alcuni pezzi forti del gigante svedese. Madie, tende e cuscini con i temi dell’artigianato isolano esposti nello store

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CAGLIARI. A leggerlo sembra un gioco di parole, una divertente caricatura. Ma Sardiska esiste davvero. È una linea di mobili nata dalla collaborazione tra il colosso svedese dei mobili Ikea e l’Istituto europeo di design di Cagliari.

Un’idea che solo a un primo sguardo può sembrare folle. Alcuni “prototipi” di questa collaborazione sono esposti nel punto vendita di Cagliari. Gli studenti dello Ied hanno preso alcuni dei pezzi più venduti della multinazionale del mobile fai da te e li ha trasformati con simboli e disegni della tradizione. Segni e temi reinterpretati e stilizzati in una chiave più moderna. Il risultato è Sardiska. La credenza della nonna è diventata trendy. Il centrino all’uncinetto, orrore di ogni centrotavola, una preziosa ispirazione geometrica. Le pavoncelle dei tappeti, preziosi ele menti decorativi. Un mix in cui lo stile essenziale e minimalista dei mobili Ikea viene nobilitato da un’iconografia che affonda le radici nei simboli dell’isola. E l’esperimento è diventato subito un successo social.

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I prototipi sono diventati virali sul web. La credenza Torhamn, uno dei classici del gigante svedese, è stata arricchita da incisioni che si richiamano a disegni tipici dell’artigianato sardo. Un altro pezzo, la madia Besta, è stato reinterpretato richiamando gli elementi geometrici dei tappeti sardi. Come maniglie c’è una pavoncella stilizzata, anche questa arriva dalla tradizione dell’artigianato.

Anche i tavoli Lisabo, altro classico dell’azienda globale del mobile, è stato rivisitato dai giovani dello Ied di Cagliari, con colori e disegni geometrici che richiamano l’artigianato e si rifanno alle linee inventate da Eugenio Tavolara. Anche la scelta dei colori, rosso, nero e turchese, richiamano gli abiti e i gioielli dei costumi tipici della Sardegna.

Anche le tende Merete e i cuscini Gurli sono stati reinterpretati. In questo caso a prevalere sono stati disegni geometrici stilizzati che si richiamano alle maschere del carnevale sardo, e in particolare di Ottana. Come i Boes. Il triangolo è un simbolo associato alla figura del bue. Anche i colori utilizzati, bianco, nero e rosso, si rifanno a quelli delle maschere del carnevale. Un esperimento riuscito che ha trovato il consenso del popolo del web. La notizia in breve tempo è diventata virale. Anche per il singolare accostamento tra il gigante globale e i temi dell’artigianato locale. «È il frutto di un lavoro di design ispirato al mondo iconografico della tradizione sarda e alla filosofia svedese targata Ikea - spiega Annalisa Cocco, che assieme a Stefano Carta Vasconcellos, designer e docenti Ied Cagliari ha coordinato i lavori del workshop - gli studenti hanno modernizzato gli stilemi tipici dell'artigianato sardo. Come target sono state individuate le strutture ricettive». (l.roj)
 

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