La Nuova Sardegna

Dodicenne vittima dei bulli i genitori: giustizia è fatta

di Stefania Vatieri
Dodicenne vittima dei bulli i genitori: giustizia è fatta

Nuoro, i ragazzini non sono imputabili per l’età ma il giudice li ha ammoniti

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NUORO. «Si chiude il capitolo più brutto della nostra vita. Siamo contenti perché giustizia è stata fatta». Voltano le spalle al passato i genitori della giovane studentessa nuorese perseguita per oltre un anno da un gruppo di bulli di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, che l'avevano insultata ed etichettata come "porta iella". Forti di una sentenza che a detta loro servirà da monito a giovani e adulti, il papà e la mamma della studentessa che all'epoca dei fatti aveva appena 12 anni, si dicono soddisfatti del risultato. Il Tribunale ha giudicato colpevoli 13 dei 16 ragazzini che però non sono imputabili perché hanno meno di 14 anni: il giudice li ha però ammoniti duramente dicendo che a causa delle loro persecuzioni la dodicenne ha sofferto tanto. «È stata una battaglia dura e molto sofferta – raccontano i genitori con la voce rotta dal pianto –, ma avevamo il dovere di affrontarla senza nasconderci o scappare. Lo dovevamo fare per nostra figlia, per riaccendere in lei quella voglia di vivere che ormai si era spenta». A distanza di due anni dalla terribile vicenda che aveva visto numerosi presunti bulli delle quattro scuole medie cittadine, perseguitare la dodicenne costringendola più volte a cambiare scuola per sfuggire ai suoi aguzzini, oggi la giovane sembra aver riconquistato il sorriso e la serenità persa. «Anche se – ammettono i genitori – preferisce non parlare di ciò che ha vissuto. Oggi (ieri ndr) è il suo compleanno e quando l'abbiamo abbracciata per farle gli auguri ci ha ringraziati dicendoci che le avevamo fatto il regalo più bello che un figlio possa ricevere: il sostegno e l'aiuto dei propri genitori».

Il processo a carico dei 16 ragazzini si è concluso martedì pomeriggio. Erano accusati di stalking, diffamazione e molestie nei confronti della ragazzina. Per tredici di loro è stata riconosciuta la commissione dei fatti offensivi e la responsabilità penale, ma non sono imputabili perché tutti minori di 14 anni. Rimane comunque agli atti un pesante procedimento educativo. Per gli altri tre, indicati dalla stessa accusa come completamente estranei ai fatti, c'è stata la piena assoluzione. A gennaio invece dovranno comparire davanti al giudice gli altri due ragazzini su cui pende la stessa accusa, ma per loro il procedimento sarà ben diverso dal momento che sono maggiori di 14 anni e possono essere quindi processati. I genitori della giovanissima vittima, che qualche mese dopo i fatti avevano fondato un'associazione di genitori e professionisti contro il fenomeno del bullismo, auspicano un percorso di rieducazione per gli studenti: «Ci auguriamo che sia colto il messaggio sul grande valore del rispetto contenuto nella sentenza del giudice. Non ci interessa l’approccio giustizialistico. Dalla triste storia di nostra figlia deve derivare una presa di coscienza sopratutto da parte dei genitori sul grave problema del bullismo. Con la speranza – concludono i genitori – che quei ragazzi capiscano di non avere commesso una semplice bravata ma atti gravissimi».



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