Province, arriva il soccorso del Parlamento
Per gli enti intermedi 15 milioni di euro per evitare il collasso. Agus: ma ce ne spettano almeno 46
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CAGLIARI. I controlli indipendenti sulle esercitazioni militari e anche il via libera all’articolo che garantisce le vittime dei reati domestici, proposta nata in Sardegna per ora c’è questo, insieme all’insularità e ai 15 milioni di anticipo-risarcimento, nella Legge di stabilità. Ma dopo il passaggio alla Camera, comincerà la settimana prossima, per la Sardegna potrebbero arrivare altri 15 milioni. Dovrebbero essere quelli destinati ad evitare che le Province sarde finiscano al collasso dopo i tagli decisi dallo Stato. «Sappiamo che gli spazi di manovra per ottenerli dovrebbero esserci», ha detto Francesco Agus, Campo progressista, presidente della commissione autonomia del Consiglio regionale, da sempre uno dei primi a denunciare «che le casse degli enti locali sopravvissuti al referendum costituzionale di dicembre, erano già all’osso prima della riforma bocciata dagli italiani e lo sono ancora di più ora». Perché lo Stato ha cominciato a restituire solo adesso un bel po’ di milioni a tutte le Province, meno «che alle nostre, nonostante nel frattempo le avesse svuotate». Il conto è presto fatto: in un anno, agli enti locali intermedi isolani sono stati tagliati più di 100 milioni, dopo diversi calcoli abbastanza complicati del ministero dell’economia, sempre alla ricerca di soldi per far cassa. «Bene – è un altro passaggio di Agus – quando Roma ha cominciato poi a restituire oltre un miliardo e 400 milioni alle Province italiane, ha deciso che quelle della Regione autonoma della Sardegna non dovessero partecipare alla suddivisione, sostenendo che quell’onere finanziario spettasse e chissà perché proprio alla Regione». La contestazione è stata immediata: quando c’è da prelevare «gli enti sono tutti uguali, quando c’è da restituire qualcosa c’è invece chi è tagliato fuori». Così, in questi ultimi anni, a metterci una pezza è stata la Regione, che ha riservato una quota del Fondo unico, è quello destinato ai Comuni, alle Province. «Ci siamo fatti carico – ha detto ancora Agus – di qualcosa che non ci spettava, ma abbiamo dovuto caricarcelo altrimenti sarebbe stato un disastro». Ora stando ai calcoli del presidente della commissione del miliardo e mezzo rimesso in circolo dallo Stato, alle Province – prendendo per buoni i criteri utilizzati dal ministero per il prelievo – spetterebbero 46 milioni». Ottenerli tutti sarà difficile, ma una quindicina dovrebbero arrivare con un emendamento che sarà presentato alla Camera dai deputati sardi del centrosinistra. «C’è stata una forte pressione sul governo – è la conferma che arriva da Agus – e anche la Sardegna, a questo punto, dovrebbe riavere almeno una parte di quanto le spetta». (ua)
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