La Nuova Sardegna

Pensioni, Cgil in piazza: «Il governo cambi rotta»

di Stefano Ambu
Pensioni, Cgil in piazza: «Il governo cambi rotta»

Cinquemila persone in corteo a Cagliari per chiedere garanzie sulla riforma Michele Carrus: «Se i nonni vanno a lavorare i giovani sono costretti a emigrare» 

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CAGLIARI. La vignetta che circola sui social da qualche tempo è emblematica: vecchietti che sudano nel cantiere e ragazzini, disoccupati e con molto tempo da perdere, fermi a guardare i lavori. In Italia rischia di andare così. E per questo ieri a Cagliari, per la manifestazione nazionale indetta dalla Cgil anche in altre quattro città italiane, c'erano circa cinquemila persone. Non solo over sessanta. Ma anche molti under 18. Perché se la pensione scala a 67 anni, diminuiscono statisticamente le speranze per i giovani di trovare occupazione. E bene ha riassunto in poche battute il segretario generale della Cgil Sardegna Michele Carrus: «Se i nonni vanno a lavorare – ha detto – i giovani sono costretti a scappare dalla Sardegna. E l’isola si spopola». Pregiudicando, senza le sue forze fresche, ogni possibilità di sviluppo. In corteo pensionati (e lavoratori che in pensione vorrebbero andarci) arrivati con trentotto pullman da ogni angolo dell'isola: Sassari, Nuoro, Oristano. E Sulcis Iglesiente con i rappresentanti storici di molte fabbriche chiuse con i caratteristici caschetti da lavoro. Che purtroppo non c'è più. Ma accanto a loro c'erano anche gli studenti. Con uno striscione semplice e chiaro: un lavoro per il nostro futuro. Obiettivo di tutti: chiedere al Governo, ma ora soprattutto al Parlamento di cambiare rotta sul sistema previdenziale. Anche per le inevitabili conseguenze su sviluppo e occupazione. La manifestazione regionale si è svolta a Cagliari, in concomitanza con altre quattro piazze a Roma, Torino, Bari e Palermo. Il serpentone è partito dai Giardini Pubblici per puntare verso piazza Garibaldi. Una marcia di colori e di suoni: centinaia di bandiere e palloncini rossi nel corteo. In testa i “tumbarinos di Gavoi” con i caratteristici tamburi. Nelle prime file anche un gruppo di immigrati. Tutti compatti per una protesta che unisce davvero tutte le generazioni. Colonna sonora: dagli Inti Illimani a Jovanotti, passando per Ivano Fossati, Edoardo Bennato e Ligabue. «Il governo – ha spiegato alla partenza il segretario della Cgil nazionale Franco Martini – aveva assunto un impegno: aprire una seconda fase sul sistema della previdenza. Avevamo chiesto più garanzie per i giovani e flessibilità per donne e in uscita. Non abbiamo però ottenuto nessuno risultato apprezzabile, solo poca chiarezza sulla flessibilità. Una vertenza chiusa con il governo, ora vediamo cosa succede in Parlamento: non si parla solo di pensioni, ma anche di lavoro». Concetti ribaditi in chiusura anche dalla numero uno della Cgil nazionale, Susanna Camusso, in diretta sul maxischermo di piazza Garibaldi. «La scelta fatta dal governo è stata di chiudere la porta alla prospettiva previdenziale dei giovani – ha detto – non c'è una soluzione previdenziale per le lavoratrici, per le donne riuscire a lavorare è un esercizio difficilissimo». Pronti alla battaglia, quindi. «Le scelte fatte dal governo nella legge di bilancio sono una grande occasione persa – ha annunciato Camusso- ma noi non vogliamo perderla».

In Sardegna vengono erogate 579.834 pensioni. Nel 2016 nell’isola è stata di circa 6.700.000.000 euro. In Sardegna, l’importo medio mensile (dati Inps) per la gestione pubblica è 1.797 euro, per la gestione privata di 825 euro. «È una manifestazione – ha spiegato ancora Michele Carrus – che unisce previdenza, lavoro e welfare. Bisogna unire le politiche per una previdenza giusta ad efficaci politiche per il lavoro». La mattinata si è conclusa con la diretta del leader Susanna Camusso, sommersa da una marea di applausi.

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