La Nuova Sardegna

Torna nell’isola e vince una borsa di studio

di Sergio Ortu
Torna nell’isola e vince una borsa di studio

Antonella Diana, antropologa, 20 anni in Asia: «Le mie conoscenze a disposizione della mia terra»

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ALGHERO. Alle volte ritornano. Si potrebbe dire così dei giovani sardi che emigrano all’estero per rincorrere passioni e aspirazioni professionali che la loro terra purtroppo non riesce a soddisfare perché gli ambiti ricercati non rientrano nelle prerogative della nostra isola. Giovani sardi che però amano la loro terra e quando il cuore chiama tentano di tornare cercando di trovare un campo di atterraggio. È accaduto così anche ad Antonella Diana, antropologa, da vent’anni fuori dalla Sardegna. Formazione in Studi asiatici all’Università di Venezia, poi Cina, Laos e Australia, per un dottorato in antropologia socio-culturale all’Università nazionale della Australia. Dopo esperienze di lavoro a Pechino, Hong Kong e in Olanda ha deciso di tornare in Sardegna per ricongiungersi con famiglia e terra d’origine.

«Da quando ero a Hong Kong sognavo di poter offrire alla società e alle università sarde – spiega Antonella – le conoscenze che avevo acquisito all’estero. Desideravo che la mia ricerca spronasse i sardi ad abbandonare i propri pregiudizi nei confronti della cultura e della società cinese per avvicinarsi con meno diffidenza a questo grande paese quale è la Cina. Al mio ritorno in Sardegna ho bussato alle porte dei due atenei isolani. Ma il suggerimento dei docenti era unanime: con questo curriculum qui in Sardegna lei non può fare niente». Antonella però non si è arresa fino a che ha trovato nel dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari, qualcuno che ha condiviso la sua idea di progetto che ora potrà essere realizzata grazie all’ottenimento di una borsa di studio nell’ambito del programma di finanziamento comunitario “Marie Skłodowska Curie”.

Una borsa di grande valore e Antonella Diana è la prima e l’unica ricercatrice che è riuscita a ottenerla nell’ateneo sassarese. In Italia fino ad oggi sono solo 145 i ricercatori che si sono aggiudicati la prestigiosa borsa di ricerca. Il “Marie Curie-Skłodowska Actions”, dal nome della scienziata franco-polacca vincitrice di due premi Nobel e conosciuta per il suo lavoro sulla radioattività, è un programma di finanziamento europeo di eccellenza che ha cambiato la vita a molti ricercatori. Il finanziamento è assegnato a proposte progettuali che hanno superato una rigorosa selezione e una competizione a livello europeo.

Antonella Diana, bonorvese di origine, ma ormai algherese di adozione, per i prossimi due anni lavorerà dunque su un progetto di ricerca che esplora la complessità e la diversità dei processi di urbanizzazione nelle zone di confine multietniche e non metropolitane della Cina contemporanea dividendosi tra Alghero e Cina Sud occidentale. La borsa di Antonella durerà due anni. E poi? Sarà costretta ripartire? La parola ai posteri.

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