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La Maddalena, il sogno mai realizzato di un futuro dopo le stellette

La Maddalena, il sogno mai realizzato di un futuro dopo le stellette

Una economia turistica al posto di quella militare. Promesse, impegni, sogni sfumati con il trasferimento del G8 all’Aquila. Una scommessa di rilancio evaporata

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LA MADDALENA. La sensazione che si prova passeggiando tra i corridoi e le stanze vuote dell’ex ospedale militare è di dispiacere misto a rabbia. Perché fa male vedere così tanti milioni di euro spesi inutilmente. Da qui e dall’ex arsenale doveva passare la nuova vita della Maddalena. Stelle degli hotel al posto delle stellette. Una economia turistica al posto di quella militare. Promesse, impegni, sogni sfumati con il trasferimento del G8 all’Aquila. Una scommessa di rilancio evaporata. L’ennesima occasione persa per la comunità isolana in cerca di una identità da regina delle vacanze. L’ex arsenale non è stato mai aperto se non in qualche occasione spot come il Louis Vuitton trophy. L’ex ospedale militare non è stato nemmeno completato. Ma ancora una volta le due incompiute potrebbero essere unite da un comune destino. L’ex ospedale militare potrebbe essere costretto ad aspettare lo sblocco del dirimpettaio prima di trovare la rotta del rilancio.

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L’attesa è tutta per il contenzioso tra la Regione e la Mita, la società di Emma Marcegaglia che prese in gestione l’ex arsenale a un canone di 60mila euro all’anno per 40 anni. Non proprio un affare. L’albergo con porto annesso non è mai entrato in funzione. Prima l’inchiesta sulla Cricca del G8, poi la mancata bonifica dello specchi di mare hanno spinto la Mita a presentare un conto salato allo Stato. Un risarcimento da 200milioni di euro. Nel primo grado di giudizio il tribunale gliene ha riconosciuti 38. La mediazione della giunta Pigliaru ha permesso di sforbiciarlo ulteriormente. La Mita è pronta ad accettare un assegno dallo Stato di 21 milioni per restituire le chiavi del Porto Arsenale. Un fronte ancora aperto che costa parecchie energie alla Regione, senza dimenticare però l’ex ospedale militare. «Parliamo di un immobile che non è fatiscente e per il quale è auspicabile un rilancio in tempi brevi per poter restituire alla comunità della Maddalena un bene che possiede un enorme potenziale sotto il profilo dello sviluppo locale – spiega l’assessore regionale agli Enti locali, Cristiano Erriu –. Naturalmente, per il suo nuovo utilizzo occorre una variante urbanistica che la Regione sta concordando con l’amministrazione». Tra le incompiute legate al G8 resta anche il watefront. Il progetto del nuovo porto con il lungomare resta un’altra di quelle promesse scritte con l’inchiostro simpatico. Ma alla Maddalena nessuno ha più voglia di ridere. (se.lu.)
 

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