Piano casa prorogato fino al 30 giugno 2019
Il via libera a maggioranza in Consiglio regionale. Il prossimo obiettivo è la legge urbanistica
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CAGLIARI. La legge urbanistica non c’è ancora, nel frattempo è in scadenza il piano casa, con gli aumenti volumetrici del 30 per cento. Nell’attesa, il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proroga della leggina fino al 30 giugno 2019.
Il perché del lungo salto temporale l’ha spiegato Antonio Solinas, presidente della commissione urbanistica. «L’obiettivo del centrosinistra – ha detto – è approvare la legge urbanistica entro l’anno prossimo. Siamo convinti di riuscirci, ma se invece non fosse così, il nuovo Consiglio (sarà eletto nella primavera del 2019) avrà altri sei mesi di tempo per decidere».
La maggioranza aveva a disposizione 32 voti, ma uno è saltato. Eugenio Lai, Mpd, s’è astenuto con questa motivazione: «Non servono nuove cubature, dobbiamo recuperare l’esistente e rendere possibile per le famiglie intervenire meglio e con una procedura più snella sulle case di proprietà».
Il centrodestra, che poi deciderà di non partecipare al voto, invece ha cercato d’inserire, con l’emendamento presentato da Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori, «l’estensione del piano casa anche ai centri storici, oggi invece esclusi». Il consigliere regionale ha detto che «proprio in quei quartieri è più forte l’esigenza di sfruttare gli aumenti volumetrici, per migliorare la qualità di case che risalgono agli anni cinquanta e sessanta». Ma il centrosinistra ha bocciato la correzione volante e non s’è voluto infilare in quello che da sempre è un ginepraio, l’urbanistica appunto. Un tema su cui la maggioranza s’è scaldata più volte al suo interno, oppure è stata messa nel mirino dalle associazioni ambientaliste e non solo sugli aumenti volumetrici, in questo caso ipotizzati per gli alberghi, nella fascia super protetta dei 300 metri dal mare.
Va ricordato che oltre al disegno di legge approvato dalla giunta, con in testa l’assessore Cristiano Erriu, c’è la proposta presentata da Salvatore Demontis e Alessandro Collu del Pd, poi quella del gruppo Mdp e infine un’altra depositata da Forza Italia. Però, dopo una partenza lanciata e un’infinita di polemiche, il confronto sull’urbanistica s’è arenato, o comunque è uscito dall’agenda politica delle priorità. Solinas ha confermato che «presto la sottocommissione, nominata a suo tempo, riprenderà i lavori. Il nostro obiettivo è far arrivare la legge urbanistica in aula prima della fine della legislatura».
Nel frattempo il piano casa, con i suoi aumenti volumetrici e comunque previsto un tetto massimo di metri quadri in più, rimarrà in vigore per un altro anno e mezzo. Sempre che prima non passi la legge urbanistica, perché – come ha detto più volte l’assessore Erriu – quando ci sarà la nuova legge, non ci saranno più deroghe di anno in anno, ma regole precise e chiare su quanto potrà essere costruito o meno in ogni territorio. (ua)
Il perché del lungo salto temporale l’ha spiegato Antonio Solinas, presidente della commissione urbanistica. «L’obiettivo del centrosinistra – ha detto – è approvare la legge urbanistica entro l’anno prossimo. Siamo convinti di riuscirci, ma se invece non fosse così, il nuovo Consiglio (sarà eletto nella primavera del 2019) avrà altri sei mesi di tempo per decidere».
La maggioranza aveva a disposizione 32 voti, ma uno è saltato. Eugenio Lai, Mpd, s’è astenuto con questa motivazione: «Non servono nuove cubature, dobbiamo recuperare l’esistente e rendere possibile per le famiglie intervenire meglio e con una procedura più snella sulle case di proprietà».
Il centrodestra, che poi deciderà di non partecipare al voto, invece ha cercato d’inserire, con l’emendamento presentato da Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori, «l’estensione del piano casa anche ai centri storici, oggi invece esclusi». Il consigliere regionale ha detto che «proprio in quei quartieri è più forte l’esigenza di sfruttare gli aumenti volumetrici, per migliorare la qualità di case che risalgono agli anni cinquanta e sessanta». Ma il centrosinistra ha bocciato la correzione volante e non s’è voluto infilare in quello che da sempre è un ginepraio, l’urbanistica appunto. Un tema su cui la maggioranza s’è scaldata più volte al suo interno, oppure è stata messa nel mirino dalle associazioni ambientaliste e non solo sugli aumenti volumetrici, in questo caso ipotizzati per gli alberghi, nella fascia super protetta dei 300 metri dal mare.
Va ricordato che oltre al disegno di legge approvato dalla giunta, con in testa l’assessore Cristiano Erriu, c’è la proposta presentata da Salvatore Demontis e Alessandro Collu del Pd, poi quella del gruppo Mdp e infine un’altra depositata da Forza Italia. Però, dopo una partenza lanciata e un’infinita di polemiche, il confronto sull’urbanistica s’è arenato, o comunque è uscito dall’agenda politica delle priorità. Solinas ha confermato che «presto la sottocommissione, nominata a suo tempo, riprenderà i lavori. Il nostro obiettivo è far arrivare la legge urbanistica in aula prima della fine della legislatura».
Nel frattempo il piano casa, con i suoi aumenti volumetrici e comunque previsto un tetto massimo di metri quadri in più, rimarrà in vigore per un altro anno e mezzo. Sempre che prima non passi la legge urbanistica, perché – come ha detto più volte l’assessore Erriu – quando ci sarà la nuova legge, non ci saranno più deroghe di anno in anno, ma regole precise e chiare su quanto potrà essere costruito o meno in ogni territorio. (ua)
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