Finanziaria più ricca 128 milioni per il lavoro
di Umberto Aime
Sabatini, Pd: abbiamo fatto il massimo. L’assessore Paci: sarà una vera svolta L’opposizione di centrodestra all’attacco: solo una grande bugia elettorale
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CAGLIARI. Il piano per il lavoro ha un nome, «Lavoras», e la cassa è zeppa di milioni: 127,9. Prima che entrasse in aula, insieme alla Finanziaria, l’assessore Raffaele Paci e il presidente della commissione bilancio, Franco Sabatini del Pd, l’hanno battezzato e annunciato urbi et orbi. Scatenando subito la reazione furibonda del centrodestra: «È solo un trucco», hanno replicato da Forza Italia al Psd’Az. È cominciato così, con questo battibecco a distanza e poi in aula, il cammino della spesa regionale per il 2018. Era una manovra da 7,7 miliardi, ora dopo che sono stati recuperati altri 220 milioni, sfiorerà gli otto.
Lavoro. I sindacati, con la Cgil in testa, avevano sollecitato un piano più o meno straordinario da 100 milioni per rilanciare l’occupazione. Saranno di più: quasi 128, oltre i 196 già previsti, per un totale di oltre 323. «Abbiamo fatto il massimo – ha detto Sabatini – e sono tutti soldi immediatamente disponibili in cui i territori avranno un ruolo fondamentale nella spesa». Paci ha aggiunto: «Appena la Finanziaria sarà approvata dal Consiglio, speriamo prima di Natale, entro 30 giorni la giunta deciderà su quali obiettivi puntare». Non sarà una ricerca al buio, le strade più probabili dovrebbero essere queste: cantieri comunali, bonus per l’occupazione, incentivi d’ogni tipo e diverse opere pubbliche più piccole che grandi. Alla maggioranza l’ipotesi è piaciuta, anche se Fabrizio Anedda, Sinistra sarda, ha sollevato un dubbio: «Attenti a non scivolare nell’assistenzialismo». All’opposizione invece non è andata giù per nulla, a cominciare da Forza Italia, con Marco Tedde, Stefano Tunis, Edoardo Tocco, Alessandra Zedda e il capogruppo Pietro Pittalis: «I soldi che annunciate sono fasulli... siete ridicoli in questo gioco delle tre carte... promettete, create aspettative, ma di fatto è tutto ancora in alto mare». Anche Gigi Rubiu, Udc, Paolo Truzzu e Mariano Contu, gruppo Sardegna-Fdi, i Riformatori Michele Cossa e Luigi Crisponi, insieme al sardista Angelo Carta, si sono scagliati contro quella che hanno definito «solo una grande bugia elettorale». Ma nella replica Sabatini e Paci, dopo aver ricordato che ci sono altri 70 milioni da stanziare nel 2019 e altrettanti l’anno successivo, hanno detto. Il primo: «Ogni milione è tracciabile e non ci sono trucchi». Il secondo: «Ogni passaggio sarà veloce e controllato con attenzione. Vogliamo che il finanziamento extra sia davvero una svolta». Ma i Rossomori, con Emilio Usula, hanno sbottato: «È impossibile credere in questa Finanziaria». Oggi, con la discussione dei primi emendamenti, lo scontro sarà ancora più duro.
Manovra più ricca. Secondo Paci e Sabatini, una fetta dei milioni in più sarà investita così: l’Università avrà a disposizione 17,2 milioni, oltre i 150 gia stanziati, il welfare e la lotta contro le povertà saliranno da 346 a 374 milioni, con un aumento consistente del reddito di cittadinanza, con i 15 in più arriverà fino a 45. Poi i centri antiviolenza e simili: altri 5 e saranno così 45 in tutto, e ci sono anche 4 milioni per i beni culturali. Le voci aggiornate non sono finite: 2,3 milioni per rispondere alle proteste di medici e veterinari, che martedì hanno scioperato perché sono senza contratto, 3,7 serviranno ad aumentare le scorte di sangue e il sistema sanitario avrà i 40 milioni che mancavano per pareggiare il 2015. La cultura e lo sport da 73 milioni passeranno a 83, gli artigiani potranno acquistare macchinari in leasing grazie a un contributo di un milione e mezzo: L’ambiente avrà 5 milioni in più, uno la ristrutturazione delle chiese, due i Comuni per le manutenzioni ordinarie e con 3,4 sarà chiuso un contenzioso con l’Arst. Di fronte a questa sfilza di numeri l’opposizione è insorta: «Siamo a ridosso delle Politiche e a un anno dalle Regionali ed ecco che ritorna la stagione selvaggia dei contributi. Volete riconquistare quel consenso perso in quattro anni di pessimo governo ma non ci riuscirete: sono troppe le macerie». Subito dopo Pd, Mdp, Pds e Upc, con i capigruppo Pietro Cocco, Daniele Cocco, Gianfranco Congiu e Pierfranco Zanchetta, hanno provato ad arginare lo tsunami: «I soldi li abbiamo e saranno tutti spesi entro il 2018». Oggi il terzo round e saranno altre botte da orbi. (ua)
Lavoro. I sindacati, con la Cgil in testa, avevano sollecitato un piano più o meno straordinario da 100 milioni per rilanciare l’occupazione. Saranno di più: quasi 128, oltre i 196 già previsti, per un totale di oltre 323. «Abbiamo fatto il massimo – ha detto Sabatini – e sono tutti soldi immediatamente disponibili in cui i territori avranno un ruolo fondamentale nella spesa». Paci ha aggiunto: «Appena la Finanziaria sarà approvata dal Consiglio, speriamo prima di Natale, entro 30 giorni la giunta deciderà su quali obiettivi puntare». Non sarà una ricerca al buio, le strade più probabili dovrebbero essere queste: cantieri comunali, bonus per l’occupazione, incentivi d’ogni tipo e diverse opere pubbliche più piccole che grandi. Alla maggioranza l’ipotesi è piaciuta, anche se Fabrizio Anedda, Sinistra sarda, ha sollevato un dubbio: «Attenti a non scivolare nell’assistenzialismo». All’opposizione invece non è andata giù per nulla, a cominciare da Forza Italia, con Marco Tedde, Stefano Tunis, Edoardo Tocco, Alessandra Zedda e il capogruppo Pietro Pittalis: «I soldi che annunciate sono fasulli... siete ridicoli in questo gioco delle tre carte... promettete, create aspettative, ma di fatto è tutto ancora in alto mare». Anche Gigi Rubiu, Udc, Paolo Truzzu e Mariano Contu, gruppo Sardegna-Fdi, i Riformatori Michele Cossa e Luigi Crisponi, insieme al sardista Angelo Carta, si sono scagliati contro quella che hanno definito «solo una grande bugia elettorale». Ma nella replica Sabatini e Paci, dopo aver ricordato che ci sono altri 70 milioni da stanziare nel 2019 e altrettanti l’anno successivo, hanno detto. Il primo: «Ogni milione è tracciabile e non ci sono trucchi». Il secondo: «Ogni passaggio sarà veloce e controllato con attenzione. Vogliamo che il finanziamento extra sia davvero una svolta». Ma i Rossomori, con Emilio Usula, hanno sbottato: «È impossibile credere in questa Finanziaria». Oggi, con la discussione dei primi emendamenti, lo scontro sarà ancora più duro.
Manovra più ricca. Secondo Paci e Sabatini, una fetta dei milioni in più sarà investita così: l’Università avrà a disposizione 17,2 milioni, oltre i 150 gia stanziati, il welfare e la lotta contro le povertà saliranno da 346 a 374 milioni, con un aumento consistente del reddito di cittadinanza, con i 15 in più arriverà fino a 45. Poi i centri antiviolenza e simili: altri 5 e saranno così 45 in tutto, e ci sono anche 4 milioni per i beni culturali. Le voci aggiornate non sono finite: 2,3 milioni per rispondere alle proteste di medici e veterinari, che martedì hanno scioperato perché sono senza contratto, 3,7 serviranno ad aumentare le scorte di sangue e il sistema sanitario avrà i 40 milioni che mancavano per pareggiare il 2015. La cultura e lo sport da 73 milioni passeranno a 83, gli artigiani potranno acquistare macchinari in leasing grazie a un contributo di un milione e mezzo: L’ambiente avrà 5 milioni in più, uno la ristrutturazione delle chiese, due i Comuni per le manutenzioni ordinarie e con 3,4 sarà chiuso un contenzioso con l’Arst. Di fronte a questa sfilza di numeri l’opposizione è insorta: «Siamo a ridosso delle Politiche e a un anno dalle Regionali ed ecco che ritorna la stagione selvaggia dei contributi. Volete riconquistare quel consenso perso in quattro anni di pessimo governo ma non ci riuscirete: sono troppe le macerie». Subito dopo Pd, Mdp, Pds e Upc, con i capigruppo Pietro Cocco, Daniele Cocco, Gianfranco Congiu e Pierfranco Zanchetta, hanno provato ad arginare lo tsunami: «I soldi li abbiamo e saranno tutti spesi entro il 2018». Oggi il terzo round e saranno altre botte da orbi. (ua)
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