Grimaldi contro Tirrenia: la nostra continuità è gratis

Parla la manager Marino: «Tariffe agevolate ai residenti senza un euro in cambio» La sfida con Onorato su Olbia: «Saremo sempre più presenti con due nuove navi»

SASSARI. Per spiegare la differenza tra chi non riceve un soldo e chi ogni anno ha in dotazione un tesoretto a molti zeri, usa una similitudine calcistica: «È come se loro tirassero a porta vuota, noi sempre con il portiere schierato tra i pali. Capisce che vuol dire?». Il loro sta per Tirrenia che dallo Stato incassa 73 milioni di euro all’anno per la continuità marittima. Il noi sta invece per Grimaldi, cioè la compagnia di navigazione per la quale Francesca Marino, passenger department manager, lavora da 23 anni. La Marino non soffia sul fuoco, non alimenta una polemica tra le due compagnie che va avanti da anni. Ma il significato delle sue parole è chiarissimo. «Noi garantiamo collegamenti marittimi da e per la Sardegna tutto l’anno, d’estate quando le navi viaggiano piene, e d’inverno quando invece sono vuote o semi vuote. È complicato, ma la Sardegna per noi è importantissima. Per farlo a differenza di altri non riceviamo un euro. Non solo – sottolinea Francesca Marino – pur non avendo alcun obbligo offriamo tariffe agevolate ai residenti. Senza per questo capitolare sulla qualità, sempre molto alta». I due fattori, prezzi bassi e buon servizio, «possono viaggiare insieme». E questa è un’altra stoccata implicita a Tirrenia-Moby: pochi giorni fa il vicepresidente di Moby Alessandro Onorato ha detto che «i prezzi stracciati non servono, bisogna puntare sulla qualità».

La guerra delle tariffe. Nel confronto vince Grimaldi. Una recente simulazione di prenotazione elaborata dallaNuova per il viaggio in traghetto per una famiglia di quattro persone, ha visto la Tirrenia sul podio con un biglietto complessivo di quasi 900 euro. Al secondo posto la Moby, al terzo la Sardinia Ferries e al quarto la Grimaldi, che ai passeggeri offre l’imbarco gratuito dell’auto, «agevolazione prevista sino all’inizio di giugno», spiega Francesca Marino. «Ma spendere poco non significa rassegnarsi alla scomodità, al contrario la Grimaldi può vantare una flotta con un’età media di 10 anni, a differenza dei 40 degli altri vettori». E a breve il parco navi si arricchirà con l’arrivo di Amsicora e Bonaria: prestate alla Tirrenia quando i rapporti tra i due vettori erano ancora civili, stanno per tornare alla base.

Le rotte. La guerra dei mari è scoppiata quando Grimaldi ha deciso di spezzare il monopolio del gruppo Onorato su Olbia: via al collegamento da Livorno e da Civitavecchia, le linee sulle quali c’è maggiore richiesta, che si sono aggiunte al collegamento storico Civitavecchia-Porto Torres e all’altra novità Porto Torres-Barcellona. «Abbiamo fatto un passo importante – dice Francesca Marino – potenziando la nostra presenza in Sardegna. E i risultati sono stati eccezionali. Vietato dare numeri «perché non diffondiamo dati parziali» ma la manager dice che sui 3 milioni di passeggeri trasportati in Italia nell’ultimo anno, quelli da e per la Sardegna hanno avuto un peso preponderante. «Ci ha portato fortuna sbarcare su Olbia e per questo andiamo avanti. Tutte le rotte sono confermate e con le due navi in più potremo fornire un servizio ancora migliore. Abbiamo spalle forti grazie a una esperienza pluridecennale». La Marino ricorda Guido Grimaldi, uno dei fondatori, che quest’anno avrebbe compiuto 100 anni: «Era nato nel 17, in suo onore ogni 17 del mese organizziamo iniziative speciali per i passeggeri». Grimaldi guarda lontano anche se, ed ecco l’ultima stoccata alla concorrenza, «significa dover lavorare 24 ore quando a un altro per ottenere lo stesso risultato basta un’ora».

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