Casa della salute a Gavoi: «Ecco la sanità del futuro»
di Michela Columbu
Il presidente Pigliaru: la riforma sta dando i suoi frutti, la strada è quella giusta Nel poliambulatorio assistenza 24 ore su 24, consultorio e visite specialistiche
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GAVOI. Era il 1974 quando venne posta la prima pietra per la costruzione del poliambulatorio di Gavoi con l’allora sindaco Tonino Rocca. Una struttura fortemente voluta dal territorio, e in particolare dalle donne che chiesero a gran voce l’apertura di un consultorio. Ieri quel poliambulatorio è divenuto la Casa della Salute “Roberto Sanna”. In prima fila alla cerimonia di inaugurazione, la dottoressa Gesuina Cherchi, direttrice del distretto socio sanitario, che ha seguito in prima persona le fasi di evoluzione della struttura e dei suoi servizi. È stata lei, infatti, con il primo cittadino di Gavoi Giovanni Cugusi ad illustrare ai presenti, e in particolare al presidente Francesco Pigliaru e all’assessore alla Sanità Pierluigi Arru, tutte le novità organizzative del polo medico. Luogo dove, oltre alle visite di medicina specialistica, verrà anche garantita l’assistenza 24 ore su 24 di medicina generale con il pediatra. C'è inoltre la postazione del 118, il Cup, l’ambulatorio per le vaccinazioni e quello infermieristico, un punto prelievi, il consultorio e il “baby pit stop” nato in collaborazione con l’Unicef di Nuoro rappresentato da Lisetta Bidoni. L’immobile è stato rimesso a nuovo, con nuove strumentazioni mediche, nuovi arredi, nuove pitture, e nuovi servizi igienici. Il tutto reso possibile grazie a un finanziamento di 200mila euro della Regione, e dai fondi raccolti dal comitato Pro Roberto, nella speranza di far guarire il piccolo Roberto Sanna dalla grave malattia rara per la quale è mancato ad aprile scorso. «Abbiamo voluto contribuire a questo progetto perché siamo consapevoli dell’importanza di questa struttura» ha spiegato Giorgio Lai, segretario del comitato poco prima che Pigliaru scoprisse la targa. È su questo forte esempio di comunità che si è soffermato l’assessore Arru, che ha sottolineato come un territorio unito ha voluto e mantenuto questo presidio. «Abbiamo smontato una macchina – ha detto invece Pigliaru, riferendosi alla riforma sanitaria – e ora la stiamo rimontando perché funzioni molto meglio di prima. La casa della Salute è l'esempio che si può restare in luoghi bellissimi, senza dover andar via». Andrea Marras, direttore dell’area socio sanitaria nuorese, ha parlato invece di «grande rivoluzione per la alta qualità dei servizi che offre il centro». «A Gavoi ho trovato una comunità che ha lavorato e risolto i problemi con l’unione delle forze. Per me una grandissima soddisfazione» è stato invece il commento di Francesco Enrichens, direttore sanitario dell’Ats. Commento condiviso anche dal direttore generale dell’Areus, Giorgio Lenzotti che ha sottolineato come sia stata importante la lungimiranza del team di professionisti «che già lavorava da prima come medicina di comunità».
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