La Nuova Sardegna

Risparmio energetico, università in campo

di Alessandra Sallemi
Risparmio energetico, università in campo

Dalla Regione 24 milioni agli atenei di Sassari e Cagliari per sostenere progetti smart

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Le due università sarde riceveranno 24 milioni di euro per lanciare nel futuro il sistema di alimentazione energetica degli edifici e di tutte le attività umane che si svolgono negli atenei. Si chiama efficientamento energetico, ma non è soltanto un programma tecnico di risparmio in soldi e in uso di combustibili: è una svolta culturale, figlia del piano energetico regionale, verso le cosiddette reti intelligenti (smart grid) sulla quale c’è «il dovere etico di investire per avvicinare il futuro», come ha detto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, nella conferenza stampa convocata a Cagliari assieme all’assessora all’Industria, Maria Grazia Piras, ai rettori di Cagliari, Maria Del Zompo, e di Sassari, Massimo Carpinelli, accompagnati dai tecnici che avranno la responsabilità di presentare un progetto entro i 60 giorni stabiliti dalla Regione. Pigliaru e Piras ci hanno tenuto a chiarire alcuni aspetti non marginali. Il futuro è la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili con un bassissimo impatto sull’ambiente. Il presente è ancora una produzione legata alle due centrali a carbone. In questi anni è cominciata quella che l’Europa chiama transizione da un sistema all’altro, transizione che «ha bisogno di esperimenti e della metanizzazione (con cui si potrà cominciare ad abbattere le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera)», ha detto Pigliaru, «perché per le energie rinnovabili bisogna ancora sperimentare sistemi di accumulo dell’energia prodotta e quindi della sua redistribuzione», ha chiarito Piras. Ecco perché l’investimento sugli atenei è stato presentato con solennità: saranno laboratori permanenti per la ricerca di soluzioni tecniche esportabili nelle altre comunità della Sardegna e non solo. Ieri i rettori e gli ingegneri hanno spiegato come questa ricerca scientifica e tecnologia sia già ben avviata e «con le condizioni create dalla Regione attraverso il piano energetico regionale - diceva Fabrizio Pilo direttore del Dipartimento energia di Cagliari - le nostre università potranno puntare, quasi prime nel mondo, a diventare living lab (laboratori viventi), una modalità verso cui si sta spostando tutta l’Europa». Con l’efficientamento previsto, l’università di Cagliari (ha spiegato Del Zompo) ridurrà del 56 per cento le immissioni nell’aria e del 40 per cento i costi di approvvigionamento. La cittadella di Monserrato (diceva il docente Alfonso Damiano) consuma come un piccolo comune con i suoi 6,6 milioni kilowattora annui. Sassari è avanti col risparmio: «Dal 2012 al 2016 - ha detto Carpinelli - abbiamo ridotto i consumi energetici del 30 per cento, col nuovo investimento arriveremo al 70, 570 mila euro l’anno di risparmio possibile. E intendiamo favorire la diffusione di una cultura del risparmio energetico con un laboratorio didattico che apriremo alle scuole». «La nostra università - spiegava Andrea Maltoni energy manager della Terra – diventerà un campus dove potranno esercitarsi anche ricercatori di altri atenei».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Caso Ceuta

Scontro totale tra Meloni e Sanchez, la Spagna ripristina i controlli in porti e aeroporti per chi arriva dall’Italia: cosa succede adesso

Dimonios

Alghero, la Brigata Sassari torna a casa fra applausi, commozione e l'accoglienza della Fanfara dei bersaglieri

Le nostre iniziative