La Nuova Sardegna

«Anche l’esclusiva Costa Smeralda vuole che si crei un sistema unico»

di Serena Lullia
«Anche l’esclusiva Costa Smeralda vuole che si crei un sistema unico»

L’ad di Sardegna Resort Mario Ferraro: «La Sardegna può diversificare l’offerta turistica. Non può puntare solo sul mare. Ha grandi bellezze nelle sue aree interne»

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PORTO CERVO. La Costa Smeralda ricca e snob che vende la sua bellezza esclusiva in solitaria nel mondo è un cliché superato. La signora del turismo di lusso si sente sarda, dentro una destinazione Sardegna dai tanti turismi connessi. Mario Ferraro, ad di Smeralda holding e Sardegna Resort, ha nelle sue mani la gestione del patrimonio immobiliare del Qatar a Porto Cervo. Manager dalla cultura turistica internazionale, Ferraro è convinto che la grande opportunità della Sardegna passi da un sistema turistico unico, che connetta tutte le destinazioni su una unica piattaforma promozionale. Una proposta unitaria che contempli e valorizzi le sue tante offerte di vacanza. Attraente d’estate come d’inverno. Ma per raggiungere l’obiettivo della destinazione Sardegna tutto l’anno Ferraro non ha dubbi. Serve un’offerta diversificata. Una cabina di regia per la promozione. Un sistema di trasporti che tagli le distanze. E una ventina di campi da golf.

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Insieme si può. La promozione in ordine sparso non funziona più. La Sardegna deve affrontare le sfide del futuro unita. La sua forza nel mondo delle vacanze è l’unione dei suoi tanti turismi. Unici e diversi. «Vedo una grande opportunità di creare un sistema turistico Sardegna che connetta tutte le destinazioni e le presenti su una unica piattaforma promozionale – dice Ferraro –. Oggi c’è molta frammentazione, manca una cabina di regia che promuova la destinazione Sardegna. La Regione fa molte campagne interessanti ma serve una visione unitaria e un sistema integrato di trasporti. Purtroppo è ancora molto difficile muoversi nell’isola».

Più turismi. I sardi sanno bene che la Sardegna scalda il cuore anche d’inverno. Ora devono tradurre questa consapevolezza in offerta turistica. «L’isola non può puntare solo sul mare – aggiunge Ferraro –. Ha grandi bellezze nelle aree interne oltre che nelle coste. Deve puntare sull’enogastronomia, su proposte alternative. E se vuole fare davvero turismo tutto l’anno ha bisogno dei campi da golf».

Ecogolf. Gli ambientalisti stiano sereni. Il manager del Qatar ha un’idea dei campi da golf già adeguata al Ppr. L’esempio che utilizza è la spagnola Costa del Sol. 60 campi in 80 chilometri di costa. Lontani anche mille metri dal mare. «Per creare una destinazione golfistica Sardegna occorre una ventina di campi con una componente residenziale – spiega –. Chi viene per giocare si compra la casa, resta una settimana in vacanza e si muove per tutta l’isola. Chiaramente tutto lo sviluppo deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale. La natura sarda va preservata. Serve un compromesso tra la conservazione delle bellezze paesaggistiche e l’esigenza di un turismo tutto l’anno. I campi da golf si possono sviluppare anche verso l’interno».

Non solo cinque stelle. Ferraro è certo che alla Sardegna non servano solo 5 stelle. «La Costa Smeralda è e resta una zona esclusiva, vocazione che deve conservare e sviluppare. Ma una sana strategia di sviluppo turistico, in una regione grande come la Sardegna, debba puntare su un’offerta per tutte le tasche».

Più voli. E anche la Costa per vivere d’inverno ha bisogno di aerei. «Nel nostro piccolo abbiamo la nostra strategia di allungamento della stagione – conclude Ferraro –. Centri benessere, eventi enogastronomici. I trasporti sono determinanti per farci raggiungere. Solo la politica può determinare politiche di incentivazione per attirare le compagnie aeree in bassa stagione. La Regione sta facendo bene. Ancora più risorse porterebbero un progressivo incremento dei flussi tutto l’anno».
 

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