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I centristi ago della bilancia nei due poli

I centristi ago della bilancia nei due poli

Il gruppo con in testa l’Upc è alleato col centrosinistra, quello guidato dai Riformatori con Forza Italia

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CAGLIARI. C’era una volta la «Balena bianca», ora della vecchia Democrazia cristiana c’è qualche pezzo un po’ dappertutto, nel centrosinistra e nel centrodestra. Con le elezioni politiche sempre più vicine, al voto di marzo mancano solo due mesi, i centristi cominciano a prendere posizione e a sgomitare.

Nel centrosinistra. Chi dal Centro sta col Pd, ha scelto come contenitore politico questa definizione «moderati progressisti», anche se alle Politiche si presenteranno, nei collegi proporzionali, con il simbolo «Civica popolare». Dell’alleanza farà sicuramente parte il movimento dell’Upc di Antonio Satta, che in un comunicato ha scritto: «Non si tratta di far nascere una nuova Margherita, seppur quell’esperienza sia stata positiva, ma di costruire un soggetto che dia una risposta politica ai tanti centristi-riformisti che ci sono nel nostro Paese». Nel grande contenitore sono dentro anche i Centristi per l’Europa di Pierferdinando Casini, gli ex di Alternativa popolare, era il partito del ministro Angelino Alfano, che hanno scelto l’accordo col Pd e guidati dal ministro della sanità Beatrice Lorenzin, e ancora Democrazia solidale, fondata da Lorenzo Dellai, ex presidente della Provincia di Trento e deputato uscente, l’Italia popolare di Giuseppe De Mita, nipote del più famoso Ciriaco, e quello che è rimasto dell’Idv. È difficile che i «moderati progressisti» riescano a ottenere uno dei sei collegi uninominali per la Camera, ma di sicuro presenteranno la lista nel proporzionale.

Nel centrodestra. La quarta gamba del polo formato da Forza Italia, Fdi e Lega è fatta da tempo. Anzi, s’è rafforzata nelle ultime ore: oltre ai Riformatori, che in Sardegna hanno stretto un patto di ferro con ilpugliese Raffaele Fitto, ci sarà anche l’Udc. Questo gruppone dovrebbe presentarsi con il simbolo «Noi con l’Italia», in cui si riconosce la parte di Alternativa popolare passata col centrodestra e che ha come coordinatore l’ex ministro Maurizio Lupi. Ma potrebbe esserci anche il movimento «Energie per l’Italia», capeggiato da Stefano Parisi, l’ex candidato sindaco di Milano. Ma se sulla terraferma l’ingresso dell’Udc nella quarta gamba è stato salutato come un grande evento, Berlusconi fra i primi, in Sardegna costringerà i centristi a rimescolare le carte. I Riformatori, che ieri si sono riuniti in una direzione regionale, erano ormai sicuri di ottenere dal centrodestra almeno due candidature nei collegi uninominali. Invece dovranno accontentarsi di una sola (Attilio Dedoni ad Oristano?), perché l’altra dovranno cederla all’Udc, che in Sardegna ha da sempre un uomo forte: il consigliere regionale ed ex deputato Giorgio Oppi. Al di là del bilancino, è sicuro che i centristi presenteranno la lista nei due collegi proporzionali per la Camera, una sarà capeggiata dal deputato uscente Pierpaolo Vargiu, e nel collegio regionale per il Senato, in cui il capolista potrebbe essere proprio Giorgio Oppi. (ua)

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