La Nuova Sardegna

Peste suina, nuovo blitz abbattuti 111 maiali selvatici

di Giusy Ferreli
Peste suina, nuovo blitz abbattuti 111 maiali selvatici

Gli animali sono stati filmati mentre si nutrivano della carcassa di un bovino

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TALANA. Allo scadere dell’anno, nelle vallate ogliastrine ancora imbiancate dalla neve caduta nei giorni scorsi, gli uomini della task force messa in campo dalla Regione per contrastare la peste suina africana hanno messo a segno l’ultima sortita. Risultato, nella giornata di ieri sono stati abbattuti altri 111 maiali clandestini che giravano liberamente nelle terre comunali: 51 a Villagrande, in località Baumela, e 60 a Talana, a Ostoroddè.

Ancora una volta le operazioni sono state condotte dal personale dell’Unità di progetto in coordinamento con la Prefettura, la Questura di Nuoro e le forze dell’ordine. Il blitz, il quarto nel giro di un mese, era nell’aria ed è stato ampiamente documentato. E fra i resoconti filmati ha fatto la sua comparsa un inquietante video girato a Talana. Nelle riprese è possibile vedere alcuni maiali allo stato brado che si nutrono della carcassa di un bovino, morto chissà per cosa e chissà da quanto. «Il rischio che poi le carni di questi suini, senza alcun controllo sanitario e dopo macellazioni clandestine, possa finire nelle tavole delle famiglie dei sardi è molto alto. Ecco perché è bene ricordare che bisogna accertarsi della provenienza sicura e certificata di carni e salumi» ha dichiarato Alessandro De Martini, a capo dell’Unità di progetto.

De Martini ha rincarato la dose contro gli allevatori che ancora si ostinano a lasciare gli animali al pascolo brado. «A poca distanza da dove è stato girato il video sono stati fotografati degli allevamento con doppie recinzioni e capannine per il ricovero dei suini. Questi recinti erano completamente vuoti e abbandonati. Una scena del genere è inaccettabile – ha concluso il capo dell’Unità –, ci sono le strutture pagate con i soldi pubblici che potrebbero permettere di fare allevamento a norma di legge e in completa biosicurezza e invece i maiali sono abbandonati, facile preda della peste suina e delle tante malattie che colpiscono gli animali che non hanno mai avuto neanche un controllo sanitario». Il sindaco di Talana, Franco Tegas, che credeva di aver pareggiato i conti con i “clandestini” grazie ad una tenace seppur difficoltosa opera di convincimento dei proprietari, pur ribadendo l’esigenza di rispettare le regole, bolla l’operazione come «la testimonianza del fallimento dell’azione contro la peste suina africana». Per il primo cittadino ogliastrino il percorso basato sul dialogo, che era stato tentato qualche anno fa e che poi si è interrotto, va ripreso. «Voglio lanciare un appello al presidente della giunta regionale e alla politica in genere affinché ci si sieda attorno ad un tavolo con le associazioni di categoria, gli amministratori e i territori per riannodare i fili del dialogo». Talana, a differenza di Villagrande, sinora non era stata interessata da quello che in gergo tecnico si chiama depopolamento. A Cagliari sono intenzionati a proseguire sino alla completa eliminazione dei clandestini che vengono ritenuti pericolosi per la salute dei cittadini. E sono incompatibili con lo sviluppo del settore suinicolo. Un primo risultato è stato raggiunto: attualmente in Sardegna negli allevamenti domestici non c’è neanche un focolaio attivo.

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