La Nuova Sardegna

I partiti indipendentisti corteggiati dalle coalizioni

di Umberto Aime
I partiti indipendentisti corteggiati dalle coalizioni

Il Pds mantiene ancora il segreto sulla decisione se allearsi o no col centrosinistra Il Psd’Az pressato da Pd ed Fi. Il Polo dell’autodeterminazione dialoga con il M5s

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CAGLIARI. Corteggiati come non mai: dal centrosinistra e dal centrodestra, ma anche dai Cinque stelle e questo sarebbe clamoroso. Gli indipendentisti di Sardegna, che vanno dal Partito dei sardi al Psd’Az e arrivano fino al Polo dell’autodeterminazione, hanno monopolizzato i tavoli delle tante trattative sulle alleanze a 58 giorni dalle elezioni politiche. È fin troppo evidente: non c’è grande partito nazionale che non sia a caccia almeno di un pezzetto d quella galassia. Lo fa con un scopo ben preciso: a marzo vuole presentarsi agli elettori il più impregnato possibile di sardità e sardismo, per mettere così in difficoltà gli avversari (sempre nazionali) che rimarrebbero invece con il cerino in mano. Le trattative sono talmente fitte che, nel gruppone composito dei Quattro Mori e dintorni, quasi nessuno pensa più alla possibilità – colpa anche del Rosatellum, legge elettorale capestro per i partiti regionali – di presentare invece una grande coalizione tutta e solo sarda.

Pds. Il vertice di Oristano s’è trasformato in un impenetrabile conclave. Per ore e ore, la direzione nazionale s’è confrontata sull’ipotesi o meno di un’alleanza col centrosinistra. Dalla riunione non è trapelata neanche un’indiscrezione e solo dopo molto insistenze dalle segrete stanze è arrivato questo messaggio: «Fra 24 ore – cioè oggi – saprete cosa abbiamo deciso». Ma il Partito dei sardi potrebbe deciso di non decidere, in attesa dell’ultimo confronto (domani o al massimo lunedì) con il Pd e quindi di conoscere meglio quale potrebbe essere la proposta del segretario regionale dem, Giuseppe Luigi Cucca, al segretario nazionale del Pds, Paolo Maninchedda. Proposta che, secondo alcuni, dovrebbe essere questa: un collegio uninominale al Senato più che alla Camera, e dovrebbe quello di Oristano-Nuoro, e poi la scontata presentazione del simbolo nei tre proporzionali, due per Montecitorio e uno destinazione Palazzo Madama. Però prima bisognerà leggera il comunicato del Pds che è atteso per oggi.

Psd’Az. I sardisti non hanno detto sì a nessuno dei poli e hanno scelto una posizione d’attesa insieme alla Base e Fortza Paris, i loro due alleati sicuri. Pare che, in queste ore, il centrodestra avrebbe rilanciato l’offerta. Non solo il collegio uninominale Sulcis-Cagliari al Senato, ma anche un seggio sicuro, sempre a Palazzo Madama, in una circoscrizione del Nord Italia dove sarebbe forte e decisiva la presenza di emigrati sardi, a questo punto la scelta dovrebbe ricadere fra il Piemonte e la Lombardia. Saputo del rilancio degli avversari, il centrosinistra, a sua volta, avrebbe proposto un collegio uninominale alla Camera in Sardegna e la presentazione di diverse liste nel proporzionale a macchia di leopardo da al Nord e nel Centro Italia. A una proposta e all’altra il Psd’Az ha risposto: «Decideremo al massimo fra sette giorni».

Autodeterminazione. Il polo in cui sono confluiti Rossomori, Sardos, Gentes, Liberu e Irs ha avuto più di un incontro con il Movimento Cinque stelle. Al centro del confronto non l’ipotesi di una vera e propria alleanza a marzo, sarebbe il primo caso in Italia, ma più che altro un annusarsi. In altre parole, le delegazioni avrebbero avuto la conferma che sarebbero molti i punti d’incontro sui grandi temi che riguardano la Sardegna, l’ambiente e il lavoro per cominciare. I contatti con M5s avrebbero messo in allarme la base degli indipendentisti, ma si sa che presto potrebbe essere chiamata ad esprimersi su un’ipotesi di contratto. Alle Politiche il Polo non presenterebbe liste, anche se un simbolo lo depositerà comunque, mentre alle Regionali del 2019 dovrebbe guidare una coalizione mista Cinque stelle e indipendentisti per l’autodeterminazione.

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