La Nuova Sardegna

Meningite, quinto caso ma non è contagioso

di Stefania Puorro
Meningite, quinto caso ma non è contagioso

Il paziente, 53 anni di Olbia, non è grave: resta ricoverato a Nuoro

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OLBIA. È una meningite da pneumococco, non contagiosa, quella che ha colpito il cinquantenne di Olbia ricoverato dall’altro ieri sera al reparto infettivi del San Francesco di Nuoro. Il paziente, che non è mai stato in pericolo di vita, «sta rispondendo positivamente ai trattamenti».

La conferma definitiva da parte dell’Ats-Assl di Olbia è arrivata ieri pomeriggio. «Si tratta di un caso di “streptococco pneumoniae”, meglio noto come “pneumococco”, responsabile anche di polmoniti e otiti, come diagnosticato dalle analisi effettuate presso l'Istituto di Igiene e Medicina Preventiva dell'Aou di Sassari». Sono stati sottoposti a profilassi, ma solamente per precauzione, i parenti stretti dell’uomo (moglie e figli) mentre è stata sospesa da ieri per tutti coloro che possono aver avuto contatti con lui. Non c’è infatti nessun pericolo di contagio, come può accadere invece per la più aggressiva e pericolosa meningite da meningococco.

L’uomo, era arrivato al pronto soccorso del Giovanni Paolo II attorno a mezzogiorno di mercoledì. Aveva febbre molto alta, forte malessere generale, nausee. No, non poteva essere solo una brutta influenza. E, infatti, quelli erano tutti i sintomi di una sospetta infezione meningea. Di sera, verso le 20, la decisione di trasportare il paziente a Nuoro. Ma già dalla giornata di ieri, gli accertamenti in corso avevano escluso «con ragionevole certezza la meningite da meningococco. Le caratteristiche morfologiche e microscopiche del germe isolato e le caratteristiche delle colonie cresciute nei terreni di coltura - si legge nella nota diffusa dalla Assl- Ats -, hanno così evidenziato che l’agente patogeno responsabile dell’infezione meningea è lo “streptococco pneumoniae”». Poi è arrivata la certezza con la conferma biochimica. Mentre i risultati dell’antibiogramma sono attesi per la mattinata di oggi.

Quello di Olbia è stato il quinto caso di meningite in Sardegna nel giro di pochi giorni, ma gli esperti continuano a ribadire che non c’è nessuna epidemia.

Si stanno riprendendo bene la studentessa di Cagliari (la prima a essere stata colpita dalla meningite) e le due persone ricoverate a Nuoro: un anziano e la sua badante.

Non ce l’ha fatta, invece, Luca Pisano, il giovane di Tortolì di 19 anni: lui (il quarto caso) è stato ucciso dalla meningite meningococcica di tipo B. Ieri, nella chiesa di San Giorgio, l’ultimo straziante saluto di una folla immensa.

Ma in questi ultimi dieci anni, quello gallurese è stato uno dei territori con più casi di meningite. Tre i bambini molto piccoli che sono morti: una bimba di soli sei mesi nel novembre del 2007, mentre nel 2013 la sepsi da meningococco di seriotipo B aveva spezzato la vita di un’altra bambina di tre anni. Ancora una tragedia un anno dopo, il 23 maggio del 2014: si era spenta una bimba di Olbia di 10 mesi. La sua gemellina, per fortuna, non era stata contagiata.

Ma la città di Olbia (11 casi in dieci anni, sette dei quali si sono conclusi senza conseguenze) aveva vissuto un momento di grande dolore anche il 27 gennaio del 2009. Si era fermato il cuore di Alberto Virdis, di 14 anni. Lui era stato male a scuola, e i suoi genitori lo avevano portato in ospedale dopo aver chiamato il 118. Era stato stroncato da sepsi meningococcica, che gli aveva avvelenato il sangue. Questa non è meningite, ma il germe che la causa.

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