Peste suina, la svolta legale di Orgosolo
Nuovo vertice a Cagliari. Intanto in Barbagia aumentano gli allevatori che si regolarizzano
ORGOSOLO. Peste suina: incontro a Cagliari, nel palazzo dell’assessorato dell’Agricoltura di via Pessagno, tra una delegazione di allevatori barbaricini, i vertici dell’Unità di progetto per l’eradicazione della Psa e l’assessore Pier Luigi Caria. Un incontro fortemente voluto dall’Alpaa, l’Associazione lavoratori produttori agroalimentari ambientali. Al centro del tavolo la situazione attuale e il bilancio delle attività fatte finora, anche (e soprattutto) alla luce degli ultimi esami eseguiti sui maiali abbattuti negli ultimi giorni. Anche se l’incontro era stato chiesto da tempo, è chiaro che dovrà essere affrontato anche l’allarme trichinella. Sul fronte della regolarizzazione degli allevamenti irregolari, del contrasto al pascolo brado illegale dei maiali e quindi della lotta alla Psa nel centro Sardegna, intanto, arrivano notizie incoraggianti da Orgosolo, che oggi conta 119 aziende regolarmente iscritte con 1.308 capi suini. Se prima del 2010 gli allevamenti legali erano solo 49, negli ultimi sette anni sono cresciuti di 70 unità: 8 nuove aziende nel 2015, 12 nel 2016 e 16 nel 2017. Il report emerge da una lavoro di rielaborazione condotto dall’Agenzia Laore sulle informazioni estrapolate dalla Banca dati nazionale (Bdn) di Teramo: il servizio di monitoraggio più attendibile che lavora su tutto il patrimonio zootecnico della penisola. Delle 119 aziende, la maggior parte sono medio piccole: 33 hanno fino a 5 capi e 38 fino a 10. Sono invece 18 le aziende che hanno più di 40 maiali e due quelle che superano di poco i 100 capi. L’altro fenomeno indicativo del cambiamento di rotta negli usi e costumi della Sardegna centrale, della Barbagia in particolare, è il raddoppio delle macellazioni legali. Sul versante della movimentazione degli animali e quindi delle macellazioni nel rispetto delle norme igienico sanitarie, proprio il paese del Supramonte, Orgosolo, ha fatto passi da gigante: nel 2016, per esempio, sono stati movimentati nel centro dei murales il 25% dei suini di tutta la provincia di Nuoro (21.298 animali) con una crescita del 100% rispetto all’anno precedente. Si è infatti passati dai 2.517 capi del 2015, destinati al macello o al macello per autoconsumo, ai 5.025 capi del 2016. Lo scorso anno si è invece arrivati a 5.188 capi macellati. È chiaro che il notevole aumento di questi dati non è dovuto a un crescente consumo di carni suine che ha interessato la comunità di Orgosolo, ma evidentemente è conseguenza di una scelta di legalità che sta portando gli allevatori a emergere dal nero e a operare nel rispetto delle regole: prima fra tutte la macellazione degli animali secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Il 90% di questi capi macellati sono lattonzoli e cioè i tipici maialetti sardi.
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